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Il decesso di una paziente lametina all’ospedale “Giovanni Paolo II” sarebbe da collegare alla chiusura del Reparto di Malattie Infettive ?

E’ proprio quel che temono l’avvocato Nicolino Panedigrano ed il prof. Riccardo Viola, del Comitato “Salviamo la Sanità del Lametino”-
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Riceviamo e pubblichiamo

Avv. Nicolino Panedigrano

La sanità lametina ha inaugurato malissimo l’anno 2018. Una paziente lametina è morta a causa di una malattia infettiva; una infezione da virus influenzale complicata da patologie preesistenti.

Non sappiamo quanto a questo decesso sia estranea la chiusura nel nostro ospedale del reparto di Malattie Infettive. Certo ci sentivamo più cautelati dalla sua presenza e da sanitari, personale e locali dedicati alle malattie infettive, come nel nostro ospedale è stato per oltre 40 anni.

La chiusura di questo importante reparto, come di altri, è stata giustificata con la necessità di ridurre le spese. Una menzogna, perché da quando il reparto, come anche quelli di terapia intensiva neonatale, microbiologia e virologia, sono stati chiusi le spese non sono affatto diminuite.

E comunque per ottenere un vero risparmio sulle spese, prima di chiudere questi importanti e essenziali reparti, si potevano e si sarebbero dovuti chiudere i reparti doppi o tripli presenti nell’area catanzarese che nessuno si azzarda a toccare. E soprattutto si potevano e si sarebbero dovute ridurre da tre ad una le aziende sanitarie presenti nello stesso territorio della provincia di Catanzaro che oramai fa meno di 360 mila abitanti. Ma chi poteva e doveva farlo non ci ha mai nemmeno voluto pensare.

Con le elezioni alle porte saremo bombardati di promesse. Ci sarà, però, qualcuno che intende chiarire e prendere concreti impegni su tre/quattro questioni essenziali relative alla nostra sanità e su cui la città si batte da tempo?

Primo. L’area centrale della Calabria, intesa come area Catanzaro-Lamezia, è un unico bacino d’utenza e, quindi, va costruito un unico HUB di tutta la provincia con pari dignità di funzioni ed equa distribuzione delle specialità e delle risorse per scongiurare che quella lametina diventi una sanità di solo primo soccorso.

Collegata a tutto questo c’è l’immediata riduzione dei reparti doppi e tripli concentrati nel capoluogo che assorbono importanti risorse senza incrementare la disponibilità di funzioni, anche perché tali duplicazioni e triplicazioni nella stessa area sono contrari a tutte le norme.

Inoltre i Lametini hanno diritto di conoscere quante delle risorse attribuite alla sanità provinciale vengono spese nel nostro territorio.

Ed infine i Lametini hanno diritto di sapere cosa si starebbe per aprire nell’area industriale con la dizione di Polo Integrato ASP-INAIL. Perché, se si tratta di un reparto di riabilitazione ospedaliera e di una mera funzione ambulatoriale da parte dell’INAIL, non ha alcun senso che quella struttura venga allocata fuori del nostro ospedale, in quanto significherebbe solo incrementare inutilmente la spesa sanitaria ospedaliera e farlo addirittura a danno dell’attrattività del nostro Ospedale.

Nicolino Panedigrano   e Riccardo Viola