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Definita la rete ospedaliera calabrese. I nuovi posti letto previsti

Intanto Oliverio contro tutto e tutti. Ed i cittadini ne pagano le conseguenze.
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Definita la rete ospedaliera calabrese. I nuovi posti letto previsti

Trattati come pesci in faccia il Sindaco di Lamezia, Paolo Mascaro, gli assessori, i componenti dell’intero consiglio comunale di Lamezia e, di conseguenza, tutti i cittadini del comprensorio di Lamezia a seguito  della nuova strutturazione della rete ospedaliera nella nostra Regione; soprattutto in rapporto all’ultima richiesta avanzata, che era l’integrazione del “Giovanni  Paolo II”  con l’azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” e quella universitaria “Mater Domini” che darà vita all’azienda unica “Renato Dulbecco”.

Niente di tutto questo , ma in Regione i nervi sono a fior di pelle, soprattutto nei rapporti del Presidente Mario Oliverio ed i commissari Scura ed Urbani (anche se non propriamente per l’esclusione di Lamezia da questa nuova strutturazione). Entrando nel merito della ripartizione per servizi, la nuova collocazione geografica dei posti letto assegnati  è la seguente:

la rete prevede di assegnarne 2373 alla provincia di Cosenza (3,2 per 1000 abitanti), 591 a quella di Crotone (3,3), 1558 a Catanzaro (4,2), 359 a Vibo Valentia (2,0) e 1657 a Reggio Calabria (2,9).

Tra gli obiettivi che il decreto si impegna a perseguire, c’è la riduzione del 30% della mobilità passiva, proprio grazie alla riorganizzazione e alla messa a sistema dell’intera offerta sanitaria in regione.
Nella ricognizione sull’intera rete, si è poi potuto individuare un surplus di unità operative complesse pubbliche pari a 31 unità. Il decreto prevede di ridurne almeno 18.

Oliverio su tutte le furie.

«Adesso basta – ha affermato -. È molto grave che si approvi l’adeguamento della rete ospedaliera regionale agli standard del Piano Sanitario Nazionale 2014-2016 senza alcun confronto con la Regione. La rete ospedaliera è atto programmatorio di primissimo livello e costituisce l’ossatura strategica per un rilancio del Sistema Sanitario calabrese.

Non è accettabile, pertanto, che ciò avvenga in sfregio alle Istituzioni democratiche regionali. Rappresenterò nell’immediatezza al Ministro della Salute Lorenzin –conclude Oliverio – questo ennesimo atto provocatorio dei commissari».

Lo scontro si attesta sui massimi livelli.

Ad Oliverio, risponde Scura: “Siamo stati inviati in Calabria anche per fare quello che abbiamo fatto oggi e siamo contenti di quello che abbiamo fatto nella redazione del documento. Il percorso del decreto, comunque, non si complica perché avevamo già avuto l’ok dei Ministeri. Del lavoro fatto ne erano a conoscenza non solo i Ministeri, quindi, ma anche i tecnici del dipartimento che assieme alla struttura hanno contribuito al documento. Dispiace dover prendere atto di questo incidente, di questa presa di posizione, ma noi siamo qui per dare delle risposte».

Ed intanto sono costretti ad allungare la striscia delle loro sofferenze i cittadini calabresi per una sanità che non funziona, così come fanno trasparire le varie lagnanze provenienti un po’ da tutto il territorio regionale. Domenica scorsa, ad esempio, all’ospedale Annunziata di Cosenza, al reparto pronto soccorso pediatrico, era in servizio soltanto un medico con la fila dei piccolissimi degenti ad attendere il proprio turno, piangendo e soffrendo, tra le braccia dei loro genitori.