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Alcuni dei tanti “PERCHE’” sul futuro del Consiglio comunale di Lamezia Terme.

Intanto potrebbe essere iniziata una settimana decisiva, mentre il Sindaco avvocato Mascaro inizia lo sciopero della fame.
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Tra i dubbi e le supposizioni, la settimana che s’apre oggi – lunedì 20-, sarà molto probabilmente ( da come si avrebbe ormai certezza) quella che dovrebbe segnare lo scioglimento anticipato del consiglio comunale.

Si è anche certi che la relazione finale redatta dalla Commissione di accesso al Comune di Lamezia Terme sia già sul tavolo del Ministero dell’Interno, pronta alla emanazione del relativo decreto, che definisce gli esiti dell’attività di accertamento, attraverso un apposito decreto firmato dal Presidente della Repubblica.

Ma non è certo, però, se il Consiglio dei Ministri decida diversamente rispetto alla richiesta avanzata dalla Commissione d’accesso. Ecco perché il Sindaco Mascaro sta insistendo – anche con gesti eclatanti ( sciopero della fame) –  sulla sua richiesta “ di essere sentito a chiarimento su qualsiasi atto, provvedimento o comportamento che possa aver destato dubbi su possibili infiltrazioni o condizionamenti da parte della criminalità organizzata”.

Cioè, sarebbe il caso, sostiene il Sindaco Marasco, che su questo caso di eccezionale gravità, venga accolta la richiesta collaborativa per poter raccogliere ulteriori elementi cognitivi per poi giudicare serenamente e più compiutamente.

Una raccolta di elementi cognitivi che fanno parte di un “ dossier” ( chiamiamolo così) di ben 37 pagine, suddivise in otto capitoli, che descrivono tutti gli atti ed i passi compiuti dal Sindaco per tenere saldamente fuori dalla porta di Palazzo di Città eventuali infiltrazioni di tipo mafioso.

Sottolinea l’On. Pino Galati in una sua interrogazione parlamentare di qualche giorno fa, che “ l’azione amministrativa del Sindaco Mascaro è notoriamente e oggettivamente caratterizzata, sin dall’insediamento della Giunta, e anche nella fase nella fase precedente di formazione delle liste, dalla profonda attenzione riposta sulla più stretta osservanza del principio di legalità, mediante il contrasto efficace e coerente della criminalità organizzata. Come è possibile evincere in modo inequivocabile dall’analisi sostanziale dell’intensa attività amministrativa profusa nel corso del mandato della giunta in carica”. Dopo aver tratteggiato altri aspetti del caso in questione, il parlamentare lametino conclude: “ Il principio di legalità è stato, ed è, un criterio adottato trasversalmente all’intera attività amministrativa, dalla gestione dei lavori pubblici alla tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico, sino all’attività di riequilibrio finanziario dell’ente, con attenzione precipua alla garanzia dell’erogazione dei servizi : elementi che non possono essere trascurati nell’ambito della delicata valutazione che il Ministro è tenuto a effettuare”.

Se una Istituzione pubblica ( come l’Ente Comune) fa parte del sistema delle Istituzioni più in generale, perché non rispondere neanche ad una richiesta collaborativa  da parte di una Istituzione con eguali diritti e doveri, prima di arrivare ad un esito così drammaticamente disastroso, per com’è uno scioglimento del consiglio comunale?

E questo è l’interrogativo che ha spopolato nei commenti che nella giornata festiva della domenica si sono ampliati nei vari ambienti pubblici con pareri e giudizi fortemente contrastanti fra di loro.

Insomma, si respira un’aria decisamente pesante, proprio nel mentre si stanno avviando le iniziative varie inserite nel programma per i festeggiamenti del 50° della fondazione di Lamezia Terme.

Ed allora, ad iniziare da questa mattina, lunedì 20, ogni giorno che passa potrebbe essere quello della decisione definitiva sul futuro della esperienza amministrativa della Giunta Mascaro.