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Depositate le prime osservazioni al PSC Lametino

L'Ingegnere Materazzo formula pesanti critiche al documento di programmazione edilizio cittadino [Allegato PDF]
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Inizia la battaglia sul PSC cittadino.
Da qualche ora, lo studio tecnico Materazzo, a firma dell’Ingegnere Pasquale Materazzo, ha formalmente depositato una serie di osservazioni (precisamente 23 punti) che demolisce letteralmente il Piano Strutturale Comunale approvato, circa un mese fa, dall’Amministrazione Speranza.

L’Ingegnere Materazzo, nel suo documento, evidenzia una una serie di anomalie che renderebbero il documento di programmazione, inutile anzi dannoso per lo sviluppo cittadino. Tra i punti presenti nel documento, riportiamo:

  1. L’assenza della firma del progettista – Prof. Crocioni – perché egli si è dimesso dall’incarico nel novembre del 2014, ed ha riconfermato le dimissioni con lettera del dicembre 2014, ovvero diversi mesi prima dell’adozione del PSC da parte del Consiglio Comunale;
  2. L’elaborato 1.2 approvato dal Consiglio comunale e corretto da non si sa chi, non individua il territorio “urbanizzabile” il che contrasta con quanto disposto dal comma 3° dell’art. 20 della legge regionale n. 19/2002, non solo, ma appare irrazionale la scelta di non individuare il territorio urbanizzabile e individuare vaste aree di territorio come “Insediamenti Diffusi”, scelta clientelare, che non valorizza l’interesse generale, atto a dare identità urbana al territorio;
  3. Il PSC adottato non affronta affatto uno dei problemi fondamentali che ha la città, quello della mobilità, che non si risolve con studi di flussi o nuovi sensi unici, ma con una rete viaria ammodernata, gerarchizzata e ampliata. Lo studio della viabilità è assolutamente assente, trascurando addirittura di prevedere quantomeno il potenziamento delle viabilità esistenti, specialmente quelle che sono ubicate a valle del tracciato ferroviario. La previsione di una circonvallazione, con tante rotatorie da cui non si diparte una viabilità adeguatamente dimensionata ai livelli di traffico e che penetri nel tessuto urbano consolidato, è solo demagogia urbanistica;
  4. Il PSC per tutta la zona Costiera, che dovrebbe rappresentare un attrattore economico per la città, non è previsto nulla, tra l’altro si parla di porto senza localizzarlo sull’unico elaborato che contiene tutto il PSC;
  5. Il PSC per tutta la zona Termale, che dovrebbe rappresentare un attrattore economico per la città, non è previsto nulla, solo alle spalle dell’area termale è stata assentita una proposta d’interesse, che è avulsa dal contesto storico dell’area;
  6. L’amministrazione Speranza in sfregio alla Legge, ha rilasciato una quantità rilevante di Permessi di costruire, in aree standard di Piano, con le destinazioni le più fantasiose, che vanno dalle residenze per studenti universitari, agli uffici pubblici, laboratori, ecc., naturalmente tutti questi edifici attualmente sono utilizzati come residenze private, come uffici privati, come attività commerciali al dettaglio, tutte destinazioni illegittime, e senza nessun controllo, seppur le destinazioni particolari lo richiedessero. Con grande sorpresa queste aree edificate destinate a standard, ovvero a servizi per il cittadino, e che sono patrimonio indisponibile della città, vengono classificate “Produttive” o “Residenziali”, ovvero si darà la possibilità a chi sulla leggerezza amministrativa ha commesso reato, di sanare con un camuffato condono edilizio, con una futura variazione di destinazione d’uso, che sottrarrà alla cittadinanza edifici destinati a servizi. Questa scelta è di enorme gravità e va denunciata alla Procura della Repubblica in quanto provocherebbe un illecito arricchimento a spese della collettività;
  7. La faglia tettonica attiva riportata sul disegno è ubicata sul territorio con una imprecisione di qualche centinaio di metri, in quanto due organismi di studio le riportano in zone diverse. Si dovrebbe fare una semplice indagine, tra l’altro molto semplice e poco costosa per verificare dove si trova la faglia, se poi se ne stabilisce anche il profilo in profondità, questo consentirà di fare qualche ragionamento più scientifico sulla opportunità delle fasce di rispetto e delle relative dimensioni;
  8. L’art. 82 che regolamenta l’edificazione nella zona agricola della piana è di una superficialità allarmante, infatti si stabilisce l’unità minima aziendale in un ettaro a prescindere se si tratta di seminativo o di serre. Inoltre pone un tetto assurdo di edificazione per le grandi aziende, costringendole in spazi assolutamente inadeguati. In sostanza si cementifica il territorio polverizzato e si bloccano le vere aziende agricole.

Il documento dell’Ingegnere Materazzo si conclude con:

Questo Piano non propone nulla per la Costa, per le Terme, per la Qualificazione Urbana, per la Viabilità, per i Servizi Generali, per l’Agricoltura, per il Verde, per i processi Produttivi, sono tutti affrontati nelle varie relazione ed inserite nel REU, ma come cosa da fare in futuro, ma se così è, il PSC che valore ha? Se non contiene nulla, solo il Permesso di Costruire diretto, per riempire gli ultimi reliquati rimasti, che aggraveranno i problemi già esistenti.

Qui il documento in originale da scaricare e leggere [PDF]