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Dieni: «L’ex polveriera di Reggio è una “terra dei fuochi”»

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«Reggio Calabria si sta trasformando in una “terra dei fuochi”». La deputata del Movimento 5 Stelle Federica Dieni denuncia così l’inerzia delle istituzioni locali di fronte alla drammatica situazione dell’ex polveriera di via Ciccarello, trasformatasi in una discarica a cielo aperto, in cui rifiuti di ogni tipo vengono bruciati in roghi che rendono l’aria densa di fumi nocivi.

«Dieci giorni fa – continua la parlamentare –, ho fatto pervenire all’Asp reggina e al sindaco una segnalazione attraverso posta certificata sull’incredibile situazione dell’ex polveriera di via Ciccarello, che si sta trasformando in una polveriera vera e propria, ma dal punto di vista ambientale. In un luogo così vicino a zone abitate, e che peraltro sarebbe in parte intestato al Comune, non è tollerabile che si accatastino senza controllo quintali di rifiuti di ogni tipo, che si trasformano presto in falò che certamente rappresentano un rischio per la salute di tanti reggini».

«Ebbene – prosegue la deputata –, ciò che crea sconcerto è che, nonostante vari interventi, anche di comuni cittadini, le istituzioni competenti in materia sanitaria a livello locale non si siano degnate neppure di dare un cenno di risposta. Pochi giorni fa un gruppo di famiglie di etnia rom sarebbe addirittura intervenuta in autonomia per cercare di rimuovere parte dei rifiuti lungo la strada in vista della processione dell’effige della Madonna di Modena. Ovviamente, questa non può essere la soluzione al problema. L’ex Polveriera di Ciccarello è a circa 100 metri dalla locale scuola Allievi ufficiali dei carabinieri, a circa 150 metri dall’ospedale Morelli e, cosa, più importante, a meno di 50 metri dal centro abitato. Chi è chiamato a tutelare la salute dei cittadini, a partire dal sindaco, non può semplicemente scrollare le spalle e girarsi dall’altra parte: stiamo parlando di quello che dovrebbe rappresentare il livello minimo del servizio pubblico locale».

«Per quanto mi riguarda – conclude Dieni –, non mi rassegno all’inazione dell’amministrazione locale. Presenterò un’interrogazione parlamentare al ministero della Difesa, proprietario in parte dell’area, e a quello della Salute. Trovo però inconcepibile dover chiedere l’intervento del governo per una tematica prettamente locale e scongiurare che la trascuratezza, già diventata degrado, si trasformi in tragedia».