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Diffidata la Presidente f.f. della Regione Calabria, Antonella Stasi, ad indire subito la data delle elezioni regionali

Previsto anche un eventuale ricorso al Tar. Elezioni sempre più vicine per avere un governo regionale eletto democraticamente e secundum legem
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 … A fronte delle dimissioni di Scopelliti, risalenti al 29 Aprile, e al conseguente scioglimento del consiglio regionale, la Stasi, a cui la nuova legge elettorale ha attribuito il potere/dovere di convocare i comizi elettorali, non ha provveduto alla indizione delle elezioni.

Una evidenza, questa, che è sotto gli occhi di tutti e che sta provocando mugugni e polemiche a non finire, se non vere e proprie iniziative, come quella redatta dall’avvocato Francesco Pitaro, del Foro di Catanzaro, a cui si sono rivolti alcuni esponenti della vita politica e culturale della città capoluogo.

Cittadinanzattiva, Comitato art 48, Comitato cittadini attivi Non solo Catanzaro, il Pungolo per Catanzaro e Vincenzo Capellupo, consigliere comunale di Catanzaro, questi sono i soggetti proponenti e secondo i quali – oltretutto-  c’è “contrasto con la normativa che disciplina la materia e in violazione dell’art 126 della Costituzione nonché’ della legge costituzionale N 1/99 che dispone che le elezioni debbano svolgersi entro il termine di 90 giorni dallo scioglimento. Con il detto atto, pertanto, – si legge – è stata diffidata la Stasi affinché’ quest’ultima, nel termine di 15 giorni, indica i comizi elettorali e permetta ai calabresi di scegliere il nuovo Presidente ed i nuovi consiglieri regionale”.

Dopo aver chiarito l’inghippo  strettamente tra il legale ed il politico, nel corpo della notifica presentata questa mattina dall’avvocato Pitaro, è stata avanzata la possibilità che, “ in mancanza,  sarà proposto ricorso al Tar, nonché’ esposto affinché’ venga valutata, anche sotto il profilo penale, la condotta omissiva della Stasi”.

I calabresi – ha detto Pitaro – devono potere avere, attraverso l’esercizio del voto, un nuovo consiglio regionale regolarmente e legittimamente eletto.

Tutte le condotte, omissive e abusive, dirette ad eludere il diritto di voto e a mantenere in piedi organi regionali giuridicamente sciolti, sono condotte manifestamente antigiuridiche che in uno stato di diritto non sono tollerabili.

Occorre, pertanto, mettere fine alle attuali condotte omissive e dilatorie e ripristinare la legalità affinché’ i calabresi possano contare su un nuovo ente regionale, che possa lavorare pienamente e senza limiti, e che sia al più presto eletto democraticamente e secundum legem”.