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Dio vuole fare del nostro niente il Suo Tutto. ApriamoGli le porte e Lui ci salverà !

Riflessione sulla Parola nella Liturgia eucaristica della XXV Domenica del Tempo Ordinario.
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Dio vuole fare del nostro niente il Suo Tutto. ApriamoGli le porte e Lui ci salverà !

“ Il più grande è colui che serve” :

una regola dettata da Gesù e che appare sempre una “ pietra di inciampo”, soprattutto in quest’epoca della globalizzazione in cui tutto si fa pur di sgomitare per apparire con le sue false pretese di sopraffazione dell’uomo sull’uomo.

E’, questa, la sintesi di uno dei tanti messaggi che – come sempre- ma oggi spiccatamente – sono contenuti nella Parola su cui si vuole meditare in questa XXV Domenica del Tempo Ordinario e che la illumina; e  lo farà nella settimana, nell’anno, in ogni momento, finché Lui ritornerà e vedremo le nostre facce da risorti che si rispecchiano nelle limpide acque della misericordia divina e del perdono.

Addirittura, nel tratto della Lettera ai Filippesi di San Paolo ( che ci verrà indicata in questa santa domenica) l’Apostolo ci invita a confidarsi nel Signore, nelle interiorità delle nostre membra distrutte dal peccato e dall’avarizia, per poter scoprire la sublimità di questa Parola data.

Una Parola che fa ripetere a San Paolo :”Per me infatti il vivere è Cristo e morire un guadagno”. Non è una scusante per fuggire in luoghi solitari e per essere attratti da uno o più idoli di questa società. Oggi San Giacomo, nel brano della seconda Lettura, ci mette su questo avviso, invece:

“ Dove c’è gelosia e spirito di contesa, c’è disordine e ogni sorta di cattive azioni”.

Tra i tanti idoli, quelli messi oggi in primo piano, estinguono la fiammella della fede e fa diventare dio il nostro “io”.

Questo è allora il tempo della reazione: o si è di Cristo, oppure non gli apparteniamo, assumendone tutte le conseguenze. San Giacomo, invece, ci invita a gustare il dolcissimo miele che è prodotto dalla umiltà e dalla carità:

“La sapienza che viene dall’alto invece è anzitutto pura; poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, senza parzialità, senza ipocrisia” (Gc3,16-43).

Tutto il mondo sta andando verso lo sfascio perché sta uccidendo la sapienza. Sono infatti le nostre passioni che portano inesorabilmente guerre e liti di ogni specie e categoria.

Non è così, ci rinfaccia San Marco, nella Parola che ci viene offerta oggi, il quale non fa altro che riportare fedelmente una considerazione di Gesù mentre si stava avviando verso il Legno della Croce. Tu vuoi essere grande nel Regno che ti è stato promesso? Allora, se  non decidiamo una buona per sempre per un nostro deciso cambio di passo e con una libertà liberante di cuore, noi saremo come coloro che “bramano e non riescono ad ottenere ed uccidiamo; invidiamo e non riusciamo ad ottenere; siamo soltanto buoni per combattere vergognosamente e facciamo la guerra, ed infliggiamo i segni della “martirja).

La stragrande maggioranza delle persone sparse in tutto il mondo non riesce ad avere il Cuore misericordioso di Cristo perché non si chiede, o si chiede senza avere dato a Gesù un pezzo del nostro cuore.

 Con Matteo, Gesù ci ricorda  :

” chiedete e non ottenete perché chiedete male, per spendere per i vostri piaceri”.

Lo Spirito Santo ci è stato mandato come “ corrente di grazia” che deve trasformare i nostri cuori. Lui lo può fare e lo deve fare perché Dio vuole fare del nostro niente il Suo Tutto. ApriamoGli le porte e Lui verrà e ci salverà !