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Direzione dei beni e attività culturali di Roccelletta, il presidente Bruno chiede al ministro di non chiudere

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Ecco il testo della lettera inviata dal presidente della Provincia Enzo Bruno al Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, ai parlamentari eletti in provincia, Alfredo D’Attorre e Doris Lo Moro, sull’ipotesi di soppressione delle sedi di Catanzaro-Roccelletta di Borgia della Direzione Regionale Beni e Attività Culturali

Onorevole ministro, gentili parlamentari Ho appreso del Decreto ministeriale relativo all’articolazione degli uffici dirigenziali di livello non generale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo che andrà in discussione in una prossima riunione del Consiglio dei Ministri. Il provvedimento in questione prevede la soppressione delle sedi di Catanzaro e Roccelletta di Borgia della Direzione Regionale Beni e Attività Culturali, le cui funzioni saranno trasferire al nuovo ufficio di Segretariato Regionale del Ministero con sede a Reggio Calabria.

La città di Catanzaro, capoluogo di regione della Calabria, sarà spogliata di tutti gli uffici di diretta collaborazione del Ministro per i beni e le attività culturali. La riorganizzazione prevede l’ubicazione a  Reggio Calabria di cinque strutture su sei (Segretariato del Ministero, Soprintendenza Archeologica, Polo Museale, Soprintendenza Archivistica e Museo Archeologico Nazionale) e una nella città di Cosenza (Soprintendenza Belle Arti e paesaggio).

Tale spostamento implicherebbe lo smantellamento degli uffici presso il Complesso San Giovanni di Catanzaro, recentemente riorganizzati per ospitare anche funzionari della Soprintendenza ai Beni Archeologici oltre che quelli ai beni architettonici. Soprattutto si smantellerebbe la sede della Direzione Regionale ubicata a Roccelletta di Borgia, con un taglio occupazionale di circa 40 unità e una ricaduta negativa sull’indotto economico delle aree su cui tale attività insiste. Tutte le articolazioni periferiche degli organi dello Stato hanno sede nei Capoluoghi di Regione, quindi, non comprendiamo secondo quali parametri la città capoluogo di Regione, favorita oltre che dal ruolo istituzionale dalla centralità geografica, debba essere sacrificata nel nome di una riorganizzazione della quale possiamo condividere le ragioni in termini di contenimento della spesa, ma non nella razionalità della sostanza. Qualora l’articolazione prevista dal decreto ministeriale non venisse modificata, verrebbe ad essere seriamente compromessa la prospettiva di uno sviluppo di queste aree incentrato sulla valorizzazione del Patrimonio culturale e tutela dell’ambiente, oltre a garantire la qualità della vita anche delle future generazioni, offrono concrete opportunità di reddito e significativi incentivi alle attività imprenditoriali locali.

Diventa prioritario e fondamentale intervenire presso il Dicastero competente con l’obiettivo di rivalutare l’articolazione prevista, assegnando alla Città di Catanzaro – nelle sue sedi del Complesso Monumentale del San Giovanni e del Parco Scolacium di Roccelletta di Borgia – le funzioni di coordinamento assegnate al Segretariato regionale del MIBAC.

Chiedo, quindi, con forza, ai parlamentari eletti nella provincia di Catanzaro di intervenire in tal senso e al ministro Franceschini di rivalutare l’articolazione prevista dal decreto in via di approvazione. In caso di violazione dei diritti della Città Capoluogo di Regione, l’amministrazione provinciale di Catanzaro è pronta ad tutte le iniziative più opportune per contrastare il provvedimento e tutelare, in ogni sede, gli interessi della comunità.