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Discutiamo di sanità senza conoscere i fatti

Lo afferma Salvatore De Biase esponente sindacale in vista del consiglio comunale sui problemi sanitari
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In un’ ampia nota il sindacalista ed esponenete politico Salvatore De Biase difende il direttore generale Mancuso e precisa alcuni limiti e obblighi imposti dalla legge in vista della discussione di domani, in consiglio comunale, sul tema scottante della sanità.Ribadisce De Biase:

Domani 24 luglio vogliono parlare di sanità senza che invitino nei tempi e nei modi istituzionalmente dovuti e riconosciuti, il direttore generale dell’ASP di CZ, il quale, immagino, se invitato nei tempi e nei modi canonici, non poteva assolutamente mancare per dire  la sua verità, a fronte delle tante cantilene ingiustificate che ruotano attorno alla sanità lametina al solo scopo di denigrarla gratuitamente.

Nella nota prosegue affermando che “nessuno può negare che l’ospedale di Lamezia Terme, per anni è stato punto di riferimento regionale nei settori della: pediatria con uno dei primi reparti di terapia intensiva neonatale, nelle malattie infettive, nell’oculistica, nell’emodialisi, nell’ortopedia che ha formato una scuola, nella medicina interna, nella cardiologia che ebbe dagli anni ’80 la unità coronarica, nella chirurgia generale, che ancor prima degli anni ’80, ha avuto due reparti di cui uno di chirurgia d’urgenza pronto soccorso, che è stato uno dei primi reparti d’urgenza chirurgica al sud, servizio trasfusionale che fu per anni di richiamo regionale ed extraregionale; successivamente dell’anatomia patologica, punto di riferimento nella diagnostica cito-istologica non solo provinciale ma anche regionale, unico reparto ad ottenere la certificazione di qualità. Questa è la storia”.

Salvatore De Biase

Salvatore De Biase

Per De Biase la realtà invece è:

Prima del DG Mancuso quante risorse sono state spese a Lamezia?
Poche, pochissime.

Quali opere sono state realizzate?
Solo opere manutentive di ordinarietà.

Attualmente concorsi e assunzioni se ne possono fare?
No! Lo impedisce il piano di Rientro ancorato al Tavolo Massicci.

Oggi, chi guida i processi di riorganizzazione sanitaria?
Norme e leggi Nazionali ed obblighi della Comunità Europea, e non possono essere disattesi pena provvedimenti restrittivi.

Cosa si è obbligati a rispettare secondo le norme?
Le tre T, (ovvero tagli, tasse, ticket ) e ciò proprio per le gestioni allegre del passato, non ultimo la gestione Loiero che ha imposto riequilibri di bilancio notevoli, compreso la famosa notte dove fummo accorpati a CZ senza che nessuno dei nostri lametini, a loro dire, ne sapesse nulla. Al di fuori di Talarico che votò contro la nefasta scelta!

I criteri per il mantenimento o la chiusura di posti letto come e chi la determina?
Dai tavoli Ministeriali con l’applicazione delle norme da parte delle Regioni,  e i posti letto sono parametrati per abitanti. E comunque in Italia sono stati chiusi 13,000 posti letto.

A lamezia, quanti posti letto sono stati utilizzati negli ultimi anni?
194.

Oggi quanti se ne dispone?
225, senza trascurare i 40 posti Inail.

I trauma center, hanno ancora ragione di esistere?
Nei tempi passati certamente si. Oggi in tutta Europa sono stati quasi tutti chiusi, poiché costosi, richiamano specialistiche raffinate come la Chirurgia della mano, Chirurgia Spinale, e in Italia vi sono solo 45 specialisti in questo settore, ovvero riabilitatori del midollo. A parte i costi tecnologici e l’utenza necessaria per la loro attività.

Sul piano degli investimenti strutturali cosa è stato fatto invece dalla gestione Mancuso?
Sono stati spesi 14,7 milioni di euro utilizzando finanziamenti corposi, basta osservare la trasformazione interna ed esterna della struttura.

Attrezzature sanitarie ne sono state comprate?
Certamente! Per esempio decine di ecografi di nuova generazione. Tac di ultima tecnologia, strumenti endoscopici d’avanguardia.

Insomma si sparla in un Consiglio comunale senza che si conoscano i fatti veri, ovvero si guarda sempre la pagliuzza e no le travi negli occhi degli altri.