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A domanda, rispondi: le diverse interpretazioni emerse dall’incontro sul tema: “Lamezia Città sofferente”.-

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A domanda, rispondi: le diverse interpretazioni emerse dall’incontro  sul tema: “Lamezia Città sofferente”.-

La situazione in cui si trova Lamezia Terme, a circa 80 giorni utili per mettersi a posto con le operazioni  preliminari di voto, è stata fotografata ieri sera – accolti dalla suggestiva location del Chiostro Caffè al San Domenico- da una lodevole iniziativa offerta dal Centro “Riforme, Democrazia, Diritti”, di cui è Presidente l’ex parlamentare Costantino Fittante.

Una iniziativa prettamente e finemente politica, in vista proprio dello svolgimento delle elezioni amministrative del prossimo 10 novembre. Come un voler parafrasare la nota citazione letteraria “Va dove ti porta il cuore”.

Per Lamezia e per i lametini, appunto, un” va dove ti porta” la collocazione per un impegno molto robusto, e quasi decisivo per la storia passata, presente e futura di questa Comunità, che ci porterà alle urne per cercare di cancellare una immagine deludente e mortificante, coniata sul tema “Lamezia Città sofferente”.

Una situazione che si vive in questo splendido ed abbandonato territorio lametino, crocevia anche dello sviluppo di Lamezia, dell’intera Regione e perfino – se vogliamo – dell’intero Mezzogiorno.

Una situazione, ha sottolineato l’onorevole Fittante, che comunque “non è diversa da quella che si vive in altri Comuni d’Italia per l’emergenza “criminalità” e per le collegate crisi morali, politiche, amministrative”. In questa Città di oltre 70 mila abitanti la storia ha fatto registrare ben tre scioglimenti di consigli comunali generati dalla influenza ( diretta o indiretta) della ‘ndrangheta nell’arco di soli 34 anni, come evidenziato dal Presidente Fittante nel corso della sua robusta e significativa analisi offerta ad un pubblico attento ed in parte “influenzato” dal tifo che qui si vivrà per le imminenti amministrative, ma anche e soprattutto per le Regionali.

Fittante, appunto , ha fatto cenno alle “democrazie sospese”, dove “ regna il silenzio assoluto” da parte delle segreterie politiche ( ma dove sono?) e perfino da parte delle numerose e vivaci associazioni o movimenti che sono, ancora grazie ai dati propinati da Fittante, ben 142 regolarmente iscritte nell’Albo del Comune.

Dura la realtà fotografata nel di dentro di questa situazione socio – politica- amministrativa, nel cui insieme si deve prender atto di un “venir meno del senso civico” che è alla base di un evidente impoverimento sociale, reso  maggiormente preoccupante a motivo di una stratificazione sociale che vivono i centri urbani, dando il via alla formazione di Lamezia Terme, con l’aggiunta di una “modificata struttura operativa e produttiva”fortemente penalizzante.

Da qui, l’onorevole Fittante ha offerto un panorama desolante, con la citazione di date e riferimenti alla base degli scioglimenti comunali registrati e consegnati alla storia; basti pensare, ha commentato Fittante, che “ dal 1970 al 1992 si sono succeduti ben 17 sindaci”.

Saltando per ora tali riferimenti, per dovere di resoconto giornalistico, ci sono altre risposte stanti alla base dei punti interrogativi proposti, e ciò riguarda quale terapia da indicare per uscire da questo circolo vizioso e con il “balletto” dei sindaci, protagonisti di vuoti legislativi ed amministrativi  che hanno accompagnato le crisi citate.

Risposta importante per tutti: dare sempre precedenza e trasparenza ai richiami etici, per cui il “Centro Riforme- Democrazia- Diritti” ha elaborato un interessante vademecum formato sui riflessi di un “codice etico” da adottare e da  far rigorosamente osservare alle sigle politiche, ai movimenti ed alle associazioni, per andare via via verso ogni angolo  di una “comunità sofferente” quale è Lamezia, da parecchi anni.

Corposi e diversificati  i suggerimenti offerti per una terapia d’assalto: quali riferiti al rispetto di una politica sana e democratica; quali alla eticità dei comportamenti e dei programmi, alla formazione di liste pulite. Ed il tutto condito  dal rispetto di un impegno comune, condiviso, irrinunciabile: tenersi mille miglia lontani dai poteri e dagli interessi mafiosi,” fons et culmine” di ogni passo decisivo per lo sviluppo concreto e solidale di Lamezia.