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Dopo l’indagine del Mef, la Giunta non procede secondo le indicazioni degli ispettori

Lo sostiene Naccari Carlizzi in una nota molto critica, sulla gestione delle procedure
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In merito all’indagine compiuta dal MEF alla Regione Calabria, il consigliere Demetrio Naccari Carlizzi ha espresso forti critiche per come la giunta stia gestendo le contestazioni mosse.

“La Giunta Regionale non procede sulla base della relazione degli ispettori del Mef e delle contestazioni, secondo le quali qualche dirigente avrebbe percepito indebitamente centinaia di migliaia di euro e invece con procedure disciplinari illegittime vorrebbe licenziare dipendenti monoreddito sia pur soggetti a indagini di polizia giudiziaria senza che sia stato istituito, come previsto dalla legge, l’Ufficio Procedimenti Disciplinari. Non è stato sufficiente evidenziare con specifiche interrogazioni consiliari ancor oggi senza risposta, la necessità che la giunta regionale facesse chiarezza nel conferimento degli incarichi di funzione dirigenziale di livello generale e non.

“Non è stato sufficiente rilevare – dichiara Naccari Carlizzi –  come la mancata attivazione di procedure di verifica delle professionalità interne, di valutazioni comparative dei titoli posseduti tra gli aspiranti agli incarichi e non ultimo di verifica e certificazione dei requisiti di legge dei soggetti nominati, comportasse la totale illegittimità delle nomine effettuate.

Non sono state sufficienti la puntuale relazione degli ispettori ministeriali del Mef e la conseguente apertura, come pubblicato nei giorni scorsi dagli organi di stampa, di una nuova inchiesta giudiziaria sul Palazzo perché la Regione si attivasse per revocare in autotutela i dirigenti nominati e per procedere eventualmente al recupero delle somme che avrebbero percepito indebitamente”.

Si apprende invece che si stia procedendo speditamente contro i dipendenti soggetti a indagini di polizia giudiziaria, bypassando obblighi di legge. Fermo restando che l’Amministrazione è tenuta a perseguire e sanzionare le condotte illegittime, poste in essere dagli stessi, è indispensabile che il procedimento disciplinare sia condotto, al di là del procedimento penale in corso, dal competente ufficio, organo preposto per legge a istruire il procedimento ed applicare la sanzione pena l’illegittimità o nullità della sanzione stessa, con conseguente esposizione dell’amministrazione ad azioni di risarcimento danni e responsabilità per danno erariale da parte di chi ha adottato atti illegittimi. Ma per questa maggioranza distinguere ciò che è legittimo da ciò che è illegittimo, è una chimera.