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Dove va la Calabria con Oliverio, idee programmatiche ed obiettivi

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Riportiamo di seguito le dichiarazioni programmatiche del presidente della giunta regionale Mario Oliverio rilasciate oggi pomeriggio al Consiglio Regionale

Signor Presidente, signora e signori Consiglieri,prima dell’esposizione delle linee programmatiche del nuovo governo regionale, sento il dovere di porgere un deferente saluto al neo eletto Presidente della Repubblica. Sergio Mattarella sarà un sicuro garante della Carta Costituzionale, un punto di riferimento importante per l’unità del Paese e per consolidare e rafforzare il prestigio internazionale del nostro Paese. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è un uomo del Sud, un coerente esponente della lotta alla mafia, una persona sensibile alla sofferenza e al disagio sociale. Ed anche, mi si consenta con il dovuto rispetto, la concreta testimonianza di un rinnovamento che, quando è autentico, non ha tempo e non ha età. Un grazie anche al Presidente Emerito Giorgio Napolitano per il sevizio reso al Paese con grande equilibrio e ferma determinazione, in una fase travagliata della vita politica ed istituzionale.

La nostra idea di governo

L’idea di governo che abbiamo è radicalmente diversa da
CONsiglioRegionale_CAlabriaquella a cui ci hanno abituato anni di politiche pubbliche
inefficaci, improduttive, non inclusive. Anni in cui è stata
evidente, palpabile, avvertita da tutti, la distanza tra
palazzo e cittadini.Noi vogliamo scegliere, innanzitutto, di assumere una nuova misura per il progresso, la crescita, lo sviluppo. Una nuova scala, quella di grandi progetti. Scegliere di cambiare prospettiva, ruolo. Noi abbiamo un’idea diversa di Calabria. La Calabria che vuole sentirsi unita dal Pollino all’Aspromonte, libera dai campanilismi, consapevole delle proprie difficoltà ma anche dei propri valori e delle proprie risorse.
La Calabria che vuole sentirsi e vuol essere importante per l’Italia e l’Europa. La Calabria che si candida a contribuire alla ripresa dell’intero Paese. La Calabria che si pone obiettivi europei per la crescita, lo sviluppo, l’ambiente, l’istruzione, il lavoro, la competitività del sistema produttivo, i servizi, le infrastrutture, le politiche sociali, la cultura, il governo del territorio. La Calabria che vuole contrastare l’illegalità, la ‘ndtrangheta, le altre mafie e le sottoculture che le
alimentano. La Calabria che desidera una Regione e un sistema
istituzionale moderno, efficace, efficiente, snello, poco costoso.
La Calabria che assume collocazione nell’Europa, della quale smette di essere realtà problematica, periferica, marginale; per rinnovarsi nell’identità di terra privilegiata di Mediterraneo, grande bacino di scambi, frontiera di possibilità da cogliere. Una Calabria i cui processi sono guidati da una nuova Regione credibile, che dia fiducia e ottenga fiducia dai cittadini. Abbiamo poco tempo. Dobbiamo agire sin da subito sulle emergenze, evitando che lo straordinario possa naturalmente mutare in ordinario. Le criticità andranno
portate a soluzione. Tutto questo non può essere il lavoro di un uomo solo, di un partito politico o di una coalizione. È il lavoro di una
comunità che condivide un destino e un’idea di futuro. Una comunità intera è chiamata a impegnarsi per un nuovo progetto di progresso, sviluppo e crescita. Chiediamo ai cittadini calabresi di sostenere questo
disegno di nuova regione, di accompagnarlo e di farne parte.
Di fronte alla crisi economica e sociale più grave della storia recente, i cittadini sono smarriti e spesso non trovano risposte credibili, capaci di offrire prospettive e sicurezze. Proprio su questo terreno la politica è chiamata ad operare un salto di qualità ed un radicale cambio di
passo. Per cambiare, la Regione deve aprirsi al confronto, deve
mettersi in relazione con le forze sociali, gli enti locali, il mondo associativo, coinvolgere tutti i livelli di governo del territorio nella costruzione di un progetto nuovo, forte, sinergico. E’ necessario condividere il modo in cui utilizzare le risorse e gli strumenti disponibili, individuare le priorità con la consapevolezza che non è possibile dire di “si” a tutto e a tutti. E’ necessario compensare gli squilibri sociali e territoriali e dimostrare in modo credibile che è possibile ridare slancio alla nostra economia, rilanciare le speranze,
mettendo a valore il grande potenziale del nostro territorio e il capitale di capacità, competenze, passione che i calabresi possiedono. La credibilità di un nuovo progetto si costruisce a partire dalla capacità di fornire proposte concrete, compatibili con le risorse finanziarie disponibili o attivabili, sostenibili dal punto di vista sociale, economico,
ambientale, istituzionale. Ai cittadini va detta la verità. Non vanno fatte promesse impossibili da mantenere.
Dobbiamo cambiare, quindi. Con urgenza.
ConsiglioRegionale_CalabriaE’ necessario ripensare il nostro modello di sviluppo,
ripensare il rapporto tra amministrazione e cittadini,
ripensare l’organizzazione dei servizi pubblici.
Dobbiamo pensare e costruire la Calabria del futuro.
Non è più il tempo di rimandare scelte, di evitare l’adozione di modelli di direzione politica, organizzativi, legislativi, innovativi, nell’esclusivo interesse delle persone. Occorre avere la forza per affermare un nuovo
orizzonte, il coraggio di abbracciare una meta, la tenacia per puntare diritto, oltre le difficoltà, oltre le spinte contrarie. E’ dovuto ai giovani, alle donne, a chi ha scelto di restare nella terra in cui è nato, a chi chiede giuste opportunità.

La Calabria è il nostro bene comune.

Le nostre idee e quanto intendiamo fare vogliono difenderlo e fortificarlo. Nessuna innovazione sarà possibile nella nostra terra se
non saremo capaci di promuovere una responsabilizzazione collettiva della società calabrese. E’ questa la nostra più grande ambizione: sollecitare l’orgoglio dei calabresi, i loro talenti, il loro straordinario
senso della dignità e mettere tutto ciò al servizio di un grande progetto di cambiamento di questa Regione. Si tratta, in buona sostanza, di costruire un’etica della responsabilità alla quale tutti, a cominciare da chi ha funzioni di governo e, via via, fino al semplice cittadino,
devono essere chiamati a rispondere. La trasparenza e la legalità devono costituire la bussola  che deve guidare ed informare l’azione amministrativa e l’agire pubblico. A questi temi non a caso è dedicata una intera sezione del nostro programma di governo. La promozione della cultura della legalità non può essere ridotta a mera enunciazione retorica, ma deve essere la risultante di comportamenti coerenti e di pratiche di governo rispettose delle norme e dei diritti dei cittadini.
La Regione che vogliamo costruire si opporrà alle mafie, alla ‘ndrangheta e alla cultura mafiosa in tutte le sue forme. La Regione che vogliamo costruire opererà per la legalità, ad ogni livello e con ogni strumento. La Regione che vogliamo costruire dovrà essere
trasparente. Dovrà essere veloce e dare certezze ai cittadini: ogni
provvedimento dovrà essere concluso nei tempi annunciati e dovrà poter essere monitorato in ogni sua fase amministrativa. Tutte le imprese, le associazioni, o i singoli cittadini che avranno a che fare con la Regione dovranno sapere in anticipo entro quanto tempo e con quali procedure le loro domande troveranno una risposta.

Costruiamo il futuro

La Calabria tra arretratezza e speranza

Non possiamo non ricordare, le popolazioni sottoposte, in
Oliverio_ConsiglioRegionale_Ciconte_Guccione_DeGAetanoquesti ultimi giorni, ai disagi e drammi causati dagli
eventi atmosferici. Petilia Policastro e gli altri comuni
colpiti dalle alluvioni, dalle frane e dalle mareggiate, con
case e strade danneggiate, attività economiche distrutte.
Un quadro doloroso, che ripropone un tema di fondo, che
riguarda la messa in sicurezza di un territorio per troppo
tempo abbandonato a se stesso, devastato dall’incuria e
dalle mancate politiche di tutela ambientale, di difesa del
suolo, di riassetto idrogeologico. Le tempeste meteorologiche non sono, purtroppo, le uniche. Viviamo la crisi più difficile dal dopoguerra. La
situazione di oggi ha una allarmante novità anche rispetto a quegli anni, perché diversamente da allora, oggi alla drammaticità della condizione economica e dell’occupazione si somma una sfiducia verso il futuro,
soprattutto da parte delle nuove generazioni. Ma la Calabria è fatta di donne ed uomini temprati dalle difficoltà a cui sono stati sottoposti dalla Storia, ed hanno tutte le potenzialità per risalire la china della crisi. I calabresi sono capaci di riprendere nelle mani il proprio
domani e quello dei propri figli. È la Calabria onesta, che lavora e che, ogni giorno, riscatta con il proprio impegno e responsabilità le
difficoltà e le sofferenze. E’ la Calabria che recentemente è stata descritta da uno speciale della RAI: quella delle imprese eccellenti nel campo agroalimentare, delle bellezze paesaggistiche, dei
borghi incantevoli e anche di amministrazioni illuminate.
È in nome e per conto di questa Calabria e di questo popolo che ci ha designato ai ruoli e alle responsabilità che ci competono, che noi dobbiamo agire e operare per il bene comune. Ed è importante che cresca e si diffonda una diversa immagine della Calabria, nuova e positiva, che cancelli quella cattiva fama di “regione canaglia”, un’immagine che offra una visione più vera della nostra terra, che
renda giustizia a quei calabresi – la stragrande maggioranza – che, in ogni città, paese, borgo, nella difficile battaglia quotidiana per una vita migliore si impegnano con onestà, capacità, fierezza. Che la nostra diventi davvero, agli occhi del mondo, una terra dove si vive bene e con dignità, accogliente e attraente per tutti. L’azione istituzionale e politica del nuovo governo regionale dovrà concentrarsi sulla risoluzione di un nodo cruciale per il futuro della Calabria, che riguarda la profonda contraddizione tra i vincoli dell’arretratezza e le speranze di futuro.
Da una parte, i lacci di un sistema di potere che ha creato situazioni di arretratezza, condizionando le politiche e la prospettiva stessa del cambiamento. Dall’altra, la Calabria del lavoro e delle imprese, delle competenze e delle nuove leve professionali, dei ragazzi che s’inventano nuovi lavori. Da una parte, la necessità di dare risposta alle emergenze, alle industrie in crisi, alla grande eredità del precariato,
alla crisi delle autonomie locali, al degrado dei servizi al cittadino. Dall’altra l’obbligo di mantenere la barra di un progetto di medio e lungo periodo, una strategia dello sviluppo in grado di incidere sulle carenze strutturali della nostra terra. La Calabria deve entrare in sintonia con la stagione del cambiamento imposta dalla globalizzazione e dai processi di integrazione europea che vedono  il nostro paese impegnato in uno sforzo straordinario per recuperare
ritardi e porsi all’altezza della sfida della competizione globale. Si rende necessaria una stagione di riforme istituzionali a partire dalla semplificazione della governance regionale, dalla lotta agli sprechi ed ai
privilegi, dal contrasto allo strapotere e alla paralisi della burocrazia, la valorizzazione del merito e delle competenze, la sobrietà nella politica, nell’esercizio delle funzioni pubbliche e di rappresentanza, l’attenzione alle politiche attive per il lavoro e lo sviluppo. Una nuova cultura politica sta crescendo nel Paese. Il positivo rapporto che si è stabilito con il Presidente Matteo Renzi ed il governo nazionale è di buon auspicio per dare corpo ed anima ad un nuovo meridionalismo
democratico che veda la Calabria protagonista.

Il programma di governo tra emergenza e visione
strategica

Il nesso tra risposte emergenziali e visione strategica è il
fulcro dell’impostazione programmatica del nuovo
governo regionale.
StartupCalabriaIMpresaE’ la condizione della Calabria che lo richiede.
Tutti i dati forniti dagli istituti di ricerca descrivono una
regione nella quale la crisi degli ultimi anni si somma a
gravi carenze strutturali, determinando una miscela sociale esplosiva, aggravata peraltro da una crescente pervasività della mafia in ogni campo dell’economia e
della vita sociale. Da sette anni ormai la Calabria chiude, ogni anno, con
una progressiva diminuzione del PIL. La Calabria riduce costantemente la propria capacità di creare ricchezza e, nello stesso tempo, abbassa tutti gli indicatori nel campo dei servizi legati alla qualità della vita a partire dai bisogni sanitari. Aumenta l’isolamento infrastrutturale e
l’inadeguatezza dei trasporti. Il mondo delle imprese è al limite della resistenza ed è in atto un processo di progressiva desertificazione
industriale come emerge dalla spettrale visione dei capannoni vuoti nella varie aree industriali della regione. La Calabria è la regione con i maggiori ritardi (in alcuni casi oltre i 24 mesi) per i pagamenti dei crediti alle imprese; è la regione dove il sistema creditizio coltiva in
alcuni casi atteggiamenti tali da strozzare le imprese e
spingerle al fallimento; è la regione dove oltre 4.000
fare impresaimprese non riescono a restituire i prestiti, dove una
impresa su due ritarda i pagamenti ai dipendenti, dove le
aziende protestate aumentano.
I dati occupazionali sono ancora più allarmanti.
Diminuisce l’occupazione, permangano fasce ampie di precariato, cresce la fuga delle nuove generazioni. La disoccupazione giovanile raggiunge la cifra allarmante del 65% della popolazione giovanile a fronte del 17% in
Europa. La Calabria rischia di perdere anche la risorsa più
importante, i giovani, sui quali poter fondare una politica
di ripresa. Il programma regionale, in questa concreta, grave
situazione della Calabria, si articola in politiche
pubbliche da mettere in atto come azioni strategiche e
programmi e/o progetti settoriali, da collocare dentro una
visione strategica per l’intero Mezzogiorno. A questo proposito, in un recente convegno svoltosi a Roma sul Mezzogiorno , ho parlato del Sud come opportunità per il nostro Paese e per l’Europa. Il Mezzogiorno e la Calabria con la loro collocazione
geografica proiettata nel mediterraneo costituiscono la frontiera più avanzata in un bacino attraversato da quansi un terzo delle merci che si producono nel mondo. Il porto di Gioia Tauro anche per le sue caratteristiche strutturali, che lo caratterizzano come la più grande
infrastruttura portuale di transhipment della sponda europea del Mediterraneo, può essere una formidabile opportunità per lo sviluppo delle relazioni economiche e commerciali, e per il sistema delle imprese italiane ed europee.
La nuova frontiera dello sviluppo nei prossimi decenni
sarà il sud del Mediterraneo. E’ qui che biosgna volgere
porto-di-gioia-taurolo sguardo e l’attenzione per aprire nuovi spazi ed
opportunità sul piano economico, per offrire concrete
opportunità al sistema delle imprese e per fare delle
nostre università luoghi di formazione nella contesto del
bacino mediterraneo.
La Calabria ed il Sud possono assolvere ad una funzione
strategica per la logistica, gli scambi, i flussi di merci e i
trasporti nelle politiche di internazionalizzazione del
nostro paese.
Bisogna guardare all’Europa e al Mediterraneo, connettere
servizi e reti, promuovere un’alleanza tra i territori. Su questa frontiera è necessario puntare con decisione perchè è da qui che passa la possibile ripresa della crescita della Calabria del nostro Paese. Dare centralità al Mezzogiorno nelle politiche nazionali ed europee costituisce una concreta opportunità e convenienza per il’intero paese. Non a caso il Presidente del Consiglio Matteo Renzi è tornato di recente a parlare
della possibile istituzione di un Ministero per il Mezzogiorno.
Le città, i patrimoni culturali, naturali e agroalimentari, il sistema economico-imprenditoriale, la rete del sapere e della conoscenza sono le leve per il rilancio della Regione, in una prospettiva che deve essere completamente diversa rispetto al passato. Non ci arrendiamo alla crisi. Tornare a crescere è possibile. E’ possibile dare ai giovani opportunità per realizzare i propri sogni. Alle imprese perchè possano tornare a svilupparsi. Perché si possa creare lavoro.
Diversamente, si mette a rischio la tenuta sociale della Calabria, con un’ulteriore ed estrema acutizzazione della sofferenza che investe ormai intere parti della nostra comunità.
Garantire la sicurezza e la coesione sociale è un dovere. La Calabria di oggi ha bisogno di un cambiamento radicale per costruire un futuro più sereno, meno incerto ed offuscato, così come chiedono i calabresi.
La nostra regione ha bisogno di un governo stabile, efficiente, trasparente, libero da condizionamenti, capace di recuperare rapidamente stagioni di ritardi e record negativi. Un governo aperto agli apporti delle forze sociali, delle università, delle competenze, dell’associazionismo e della rete degli amministratori locali.
Dobbiamo cancellare quei fattori negativi che hanno alimentato diffidenze e pregiudizi nei confronti dei calabresi. La Calabria deve uscire dalle mappe degli stereotipi. In questo momento storico e sociale c’è assoluta necessità di una decisa discontinuità rispetto al passato più o meno recente. Dobbiamo innanzitutto dire la verità ed essere sinceri con i calabresi. Ho avuto modo più volte di dire, anche nel corso della campagna elettorale che noi non siamo, nè ci consideriamo come il re Mida che trasformava in oro tutto ciò che toccava. Ci siamo messi in campo con la consapevolezza della difficile situazione in cui versa la Calabria ma anche con la convinzione di poter dare un contributo per aiutare la nostra terra a rimettersi in piedi, ad uscire dal pantano nel quale è stata spinta.
Possiamo e vogliamo concretamente lavorare per
costruire una prospettiva di crescita e di lavoro,
determinare una condizione di riscatto per una Calabria
più unita, più competitiva, più onesta, più responsabile,
più libera dalla ‘ndrangheta, più solidale, più attenta ai
bisogni, più sensibile alla sofferenza sociale, più efficace
nei servizi, più efficiente nella macchina pubblica, più
orientata ai territori, più aperta al mondo, più consapevole delle proprie risorse e delle proprie potenzialità.
Una Calabria più capace di valorizzare il patrimonio
naturale e culturale, più determinata nell’affermare le
competenze e il merito, più in grado di porre al centro,
come protagonisti del domani, i nostri ragazzi, con il loro
capitale straordinario in termini di capacità, creatività,
talento, fantasia, voglia di futuro.