Notizie, cronaca, sport, eventi della Città di Lamezia Terme

Cittadino Agricoltura

Duro monito del Vescovo, monsignor Luigi Cantafora, nel suo messaggio alla città

NO agli usurai e agli strozzini.
796 1

“Contro gli usurai e contro gli strozzini”

così il Vescovo Cantafora, senza mezzi termini o, come si suol dire, senza peli sulla lingua, ha  indirizzato la sua mira contro un settore che sta sempre più diventando un bubbone cancerogeno per la città e il comprensorio.

Lo ha fatto proprio nel giorno della festa più amata e più sentita dal popolo lametino, che in questi giorni della “tredicina”, e poi in quei tre finali della festa di Sant’Antonio, sono saliti sul colle ove c’è la storica chiesa di Santa Maria degli Angeli, nota meglio come di Sant’Antonio , a cui il Vescovo s’è rivolto per invitare nel  “ … rimetterci a seguire la via sicurissima del Vangelo, dove giustizia e pace si baciano e amore e misericordia si incontrano”. E il Vangelo – ha aggiunto il presule – “resta per noi la regola migliore, la via più santa, il mezzo più sicuro per la vera giustizia, perché porta con se la parola rivoluzionaria del perdono”.

In apertura del messaggio rivolto alla Città, Monsignor Cantafora, ricordando come in questa Società  “c’è chi ruba, distrugge e divora i beni dei poveri”, ha esortato le famiglie e le imprese  a spogliarsi “da quelli che S. Antonio chiamava la gente maledetta dagli usurai”,  la corruzione dilagante, l’illegalità “che rischia di diventare la trama della convivenza civile della nostra città”.

Mons. Cantafora ha evidenziato il senso autentico della devozione al Santo di Padova “che ci invita a rimetterci a seguire la via sicurissima del Vangelo, dove giustizia e pace si baciano e amore e misericordia si incontrano”. E il Vangelo – ha aggiunto il presule – “resta per noi la regola migliore, la via più santa, il mezzo più sicuro per la vera giustizia, perché porta con se la parola rivoluzionaria del perdono”.

Riconciliamoci, cerchiamo di stringere e unire le forze” è il monito del Vescovo lametino perché “nella città di Lamezia cresca e maturi quell’impegno concreto e reale verso il bene comune.” – “Se seguiamo il Vangelo che impone l’attenzione verso i poveri, gli ultimi  e i bisognosi” – ha concluso Cantafora – “allora la speranza può rinascere, perché il cristiano, come Sant’Antonio, sa di avere in custodia tutti i suoi fratelli”.

Ha infine inteso indirizzare un particolare ringraziamento alle Forze dell’Ordine per il “sostegno e gratitudine per il loro lavoro”, concludendocosì i solenni festeggiamenti in onore del compatrono della città di Lamezia Terme.

 

 

  • Si si … durissimo. Anzi, di più. Ma dei men in black mai una parola, sempre tutto ok ok. Grande Cantafora