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E’ iniziato l’ esame di Stato 2015.

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E’ iniziato l’ esame di Stato 2015.

“Notte prima degli esami… tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto,
Maturità t’avessi preso prima…”, canta Antonello Venditti, traducendo in versi il sentimento di attesa e di ansia, tipico delle ore che precedono gli esami di maturità. Un’esperienza  unica e indimenticabile. Il primo vero esame della vita e, per molti, l’incubo più ricorrente.

Notte insonne, batticuore, dizionario sotto il braccio e riti scaramantici per farsi coraggio.  Sono iniziati  così gli esami di Stato per quasi mezzo milione di studenti, che stamattina sono stati impegnati, per sei ore, nella prima prova scritta, il compito di Italiano, chiamati a scegliere tra analisi del testo, redazione di un saggio breve o di un articolo di giornale, tema storico o di carattere generale.

Il sentiero

Una prima prova che, a parere di molti professori, non ha brillato in originalità. Nei giorni precedenti, il toto-traccia dei ragazzi aveva dato come favoriti Dante e Pirandello. Invece, per l’ analisi del testo è stato scelto “Il sentiero dei nidi di ragno“, il primo romanzo di Italo Calvino, scritto del 1947.

Il tema generale si è ispirato ad una citazione del premio Nobel Malala, sul diritto all’istruzione: “Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo”.  Per l’ elaborato a carattere storico è stata richiesta ai maturandi una riflessione sulla Resistenza. Il saggio storico-politico ha riguardato il Mediterraneo, le sfide del XXI secolo e le competenze del cittadino nella vita economica e sociale; mentre la traccia del saggio tecnico- scientifico ha toccato il tasto del cambiamento avvenuto dei rapporti sociali per effetto dello sviluppo scientifico e tecnologico,  dell’elettronica e dell’informatica.  In ambito letterario, gli studenti hanno dovuto redigere un saggio breve o un articolo di giornale sulla letteratura come esperienza di vita.

Come da tradizione, piuttosto discordi sono stati i commenti sulle tracce della prima prova. Su studenti.it, sito molto frequentato dai ragazzi, qualcuno ha postato, a caldo: “Bellissime tracce, potevano capitare l’ anno scorso”.

Più tiepidino il giudizio di Bruno Provenzano, commissario interno di lettere presso l’ Itg di Lamezia e  veterano degli esami di maturità: ”le tracce sono state accessibilissime, ma non molto originali. La più interessante, per me, è stata quella sulla resistenza, anche se la traccia più scelta dai  ragazzi è stata quella sulla multimedialità e i telefonini”.

Ancora più bassa la temperatura nel commento del dirigente scolastico Maria Gemelli, presidente di Commissione al liceo scientifico “Benedetto Croce” di Roma: “Mi sembra la solita analisi del testo di un autore che pochi insegnanti inseriscono in programma. E poi, le solite tracce, trite e ritrite, su Europa, Resistenza e Internet” .

Entusiastico, invece, il parere del ministro Stefania Giannini, secondo cui “quest’anno si è resa la prova più affasciante e semplificata”.

Il secondo compito scritto è previsto per domani, 18 giugno, con inizio alle ore 8.30. La terza prova, diversa per ciascuna commissione, è calendarizzata per lunedì 22 giugno, alle 8.30. Nella prova multidisciplinare, la Commissione terrà conto, ai fini dell’accertamento delle competenze, abilità e conoscenze, anche di eventuali esperienze condotte in alternanza scuola lavoro, stage e tirocinio, e della disciplina non linguistica insegnata tramite la metodologia Clil.

Qualche curiosità statistica. Le commissioni coinvolte sono 12.005, chiamate ad esaminare 24.189 classi. I candidati iscritti all’Esame sono 489.962, ripartiti in 472.000 interni e 17.962 esterni. Secondo le prime rilevazioni del Miur, il tasso di ammissione all’ Esame è del 95,6%.

Quest’ anno, secondo i dati di studenti.it , pare ci sia stata una maggiore severità da parte dei docenti. La percentuale di classi in cui tutti gli studenti sono stati ammessi sarebbe scesa dal 45% del 2011 al 41% del 2015. E sarebbero aumentate del 5% le classi in cui i non ammessi sono stati più di 5.

In quest’ ultimo dato rientra  una scuola di Lamezia Terme, che ha dato una bella lezione di severità   nell’ ambiente scolastico. Infatti, in una quinta classe, su 23 alunni ne sono stati penalizzati quindici, tra non ammessi e non scrutinati.

Certamente, si è trattato di un caso limite ed eccezionale. Sta di fatto che si registra un po’ in tutta Italia un’inversione di tendenza sul versante delle promozioni facili.  E, forse,  questo non è un male. Nel 2011 la Corte dei Conti ha criticato la scuola italiana per  eccessivo buonismo. Tempo fa il prof. Israel dell’ università di Roma, in un’ intervista a Repubblica, affermava: “E’ indubbio che oggi il vero nodo della scuola sia il crollo totale dell’ autorità dell’ insegnante, il quale non ha più strumenti di alcun tipo per impedire che gli studenti entrino ed escano di classe quando vogliono, fumino, usino i cellulari…L’ orda di ignoranti inauditi che sta arrivando all’ Università la sfascerà completamente”. Punti di vista, certo. Ma, in questi casi, a parlare chiaro sono i numeri: un terzo degli italiani ha problemi con le più elementari operazioni matematiche e un altro terzo ha anche problemi con la propria lingua, sbaglia tempi e verbi, confonde il congiuntivo con il condizionale, ignora la consecutio temporum, e non sa neppure compilare un curriculum.

Antonella Mongiardo