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È Natale. Il senso cristiano della festa

Quale pace? Quale Notte Santa?
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È Natale. Il senso cristiano della festa

E’ Natale !

In molti sono coloro che se ne sono accorti soltanto perché la crisi in atto ha tolto di torno parecchie soddisfazioni nello spendere …e spandere.

L’euro ha fatto la sua parte, il Pil altrettanto, la mancanza di lavoro è come la mannaia soprattutto sui giovani; manca la tranquillità perché il troppo e disgustante odore di morti si è espanso su tutte le Nazioni, in ogni angolo del mondo.

E’ Natale: la pace sia per gli uomini di buona volontà che, però, si contano sulle dita di una mano rapportandoci al contesto globale.

In giro c ‘è odio, violenza, impassibilità dinanzi al mistero della Morte. I genitori uccidono i figli ed i figli i genitori; in molte parti si uccide in nome di Dio e laddove si eleva il grido: “Allah è grande!”

Una voce sola è che grida nel deserto. La storia vera di Giovanni il Battista si ripete con Francesco, il Papa, voluto dallo Spirito per porre riparo alla Chiesa, Sposa di Cristo: proprio come fu ordinato a San Francesco.

Il grido di Dio a Caino che s’era reso uccisore della vita del fratello Abele continua a rimbombare nel mondo: “Dov’è tuo fratello”? (Genesi 4,2-8)

Quanti di questi richiami si ripercorrono nel mondo!

Ed è Natale. Ognuno fa gli auguri a chi gli conviene; non l’augurio al fratello, all’amico, al collega di lavoro per chiedere scusa del torto fatto; anzi, ci si sta attenti, specialmente in chiesa, di come porgere il gesto di pace quando c’è la paura che ci possa essere colui al quale è stato tolto il saluto (il minimo che si possa fare!).

Eppure, è Natale. Buon Natale. Buon Natale di pace.

Quale pace?

C’è chi predica che bisogna visitare chi è povero, ammalato, chi soffre nel corpo: ma chi soffre nello spirito? Chi attende una parola di aiuto per potersi risollevare?

No, no: non esiste. Anche il gesto di carità spesso viene stravolto, rifiutato pur in presenza di una richiesta forte, esigente, straziante.

Ed è Natale!

Si accendono le tante luci in chiesa ed arrivano “i natalini”: tutti felici e contenti, il parroco che abbraccia a destra ed a manca (ed è giusto che faccia così); qualche confessionale è più frequentato del solito; altri invece che si accostano all’Eucaristia come se fosse una tradizione natalizia, l’assaggio del panettone, non la visita del Padre che chiede di cambiare vita in cambio del Suo Corpo e del Suo Sangue.

E’ Natale!

Su molte tavole, cenoni da abbuffate; per altre persone magari un solo piatto caldo o una porzione di un qualcosa che altri hanno rifiutato per la soglia di sazietà raggiunta ormai al massimo grado.

Nella Notte Santa inizia lo “struscio” con la visita al presepe, ma facendo attenzione perché non possa suscitare reazioni da parte di coloro che insistono, ed ottengono, di togliere di mezzo questi “presepi” “che offendono la loro dignità”; così come hanno fatto con i Crocifissi nelle scuole o in altri luoghi pubblici.

E’ Natale!

E ‘ la Notte Santa. E’ la notte rischiarata dalla nascita di Colui che è venuto a portare luce nelle tenebre.

E’ la notte di chi assiste dall’Alto a queste contraddizioni e che sembra gridare: “Dove sono i miei testimoni? Dov’è la Fede?” Già, anche a questo ci invita il Natale: ad essere suoi testimoni e la Chiesa ce ne offre gli strumenti.

Ed è Natale. E’ la Notte Santa: l’invito si ripete. Soltanto che dobbiamo deciderci a dare le giuste risposte dopo avere avuto le giuste coordinate per essere quei testimoni coraggiosi e credibili, alla maniera di un San Paolo che – dopo aver fatto guerra ai cristiani – Dio lo chiama a nuova vita; o come San Tommaso, l’iniziale incredulo che, dinanzi alle piaghe del Cristo, si scioglie nel pianto: Signore mio e Dio mio ”.

Ed allora è davvero Natale !

A   U   G   U   R   I       !