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E Nicotera risponde per le rime a Talarico

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Riceviamo e pubblichiamo dall’avvocato e consigliere comunale Udc Giancarlo Nicotera

 

Ero indeciso se rispondere poiché assieme a tantissimi amici vorremmo soltanto prodigarci per la nostra terra, senza perderci in inutili e sterili polemiche.

E’ strano il dott. Talarico Francesco. Nessuno lo nomina e lui, pur di uscire sulla stampa, le pensa proprio tutte.

Non risponderemo più, ma una breve disamina oggi, purtroppo, dobbiamo farla.

Personalmente le poche volte che sono uscito su testate nazionali, come il “Sole 24 Ore” o “Diritto e Giustizia”, è stato solo per motivi professionali o associativi, dando in qualche modo un frantume di lustro alla nostra Calabria.

Non sono mai comparso a “Le Iene”; non si sono interessati di me giornali come il “Corriere della Sera” per mettere in luce spese di rappresentanza; non ho mai avuto un rinvio a giudizio; nessuno mi ha mai chiamato innanzi un Tribunale per chiedere il pagamento di presunti o magari inventati debiti. Sono e resto comunque e sempre assolutamente garantista, per cui attendo che la giustizia faccia il suo corso.

Chi mi ha visto all’opera alla Terina, ha scorto una persona umile e caparbia che si è assunta una gravosa responsabilità, lavorando anche dodici ore al giorno, prodigandosi immediatamente per il risanamento dell’Ente, trascurando purtroppo affetti e professione.

Da subito ho messo in atto il taglio immediato di odiosi benefit o rimborsi spese, arrivando nel corso della mia gestione ad eliminarli completamente, riducendo gli emolumenti previsti dallo statuto e dalla legge di quasi il 70%. Caso, questo, rarissimo in Italia.

Per i doppi o tripli contemporanei incarichi, il dott. Talarico Francesco, come spesso gli accade in questo periodo, forse si sarà confuso con qualche anima che gli sarà stata vicina, perché tutti sanno che la segreteria cittadina di un partito è, sì, responsabilità importantissima, anche perché votata da un’assemblea, ma rimane (per fortuna) sempre a titolo gratuito.

Rilevo pure che quando nel 2013 mi è stato chiesto di scegliere se rimanere alla presidenza della Terina o alla segreteria cittadina dell’Udc ho scelto, come sempre, con il cuore e la passione optando per la segreteria uddiccina lametina, continuando a lavorare gratuitamente per la collettività, perché per me la politica è questa.

Come consiglieri comunali per come potevamo, assieme all’amico Di Spena, abbiamo avanzato proposte, idee, mozioni nell’interesse della collettività.

Nonostante questo, ciò che facciamo per la comunità per noi è sempre poco.

Da oggi non vorremmo più distrarci. Assieme alle centinaia di amici che con noi si sono ritrovati in uno stile di vita sobrio, ma intriso di ideali, passione ed amore per la Città, vorremmo solo lavorare per essa.

La politica per tutti noi non è stata un ascensore sociale, siamo rimasti quelli di sempre, semplici e gioviali. Siamo andati avanti per ciò che abbiamo realizzato, grazie alle nostre famiglie ed ai nostri sacrifici, nella professione e nel lavoro.

Basta. Ora vorremmo soltanto continuare a “giocare” anche al Comune la nostra partita, secondo le regole e senza che qualche giocatore che, magari tecnicamente non regge il confronto, faccia in un clima e in uno stile tutto sudamericano, fallacci da cartellino rosso.