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Elogio di Palamara, il volto della giustizia italiana

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Palamara ha perfettamente ragione.
Non può essere processato, e tanto meno condannato.
Perché se parla lui, sarà “bagno di sangue”. Ed è vero!
Se parla lui, infatti, crolla anzitutto chi sta zitto perché non può parlare, essendo il garante di Palamara.

Ma soprattutto crolla chi lo ha preceduto, allievo ineccepibile di Gramsci, che ha spiegato come usare la magistratura e giovane braccio destro di Togliatti, che ha creato il sistema giudiziario della Repubblica Italiana fin dalla sua nascita.

Ecco perché Palamara è intoccabile: perché crollerebbe la Repubblica Italiana (altro che giornalisti, che sono solo zerbini).
A meno che qualcuno non abbia deciso, come nel 1992, di far crollare tutto. Ma, in questo caso, paradossalmente, dovremmo essere preoccupati e non contenti, in quanto sarebbe certissimo che ciò che ci aspetta sarebbe ben peggiore. Come nel 1992.

Personalmente, e ovviamente posso sbagliare, non credo che accadrà nulla e tutto rientrerà nel silenzio: degli zerbini e del signore di turno degli zerbini.
Ma se così non dovesse essere, questo 2020 apparirebbe sempre più come un 1789. Da tutti i punti di vista…
Staremo a vedere.

Bisognerebbe sperare in una reazione generale della grande maggioranza dei magistrati italiani, che fanno quotidianamente il loro dovere con senso di onestà e deontologia professionale: ma occorre dire che finora niente di tutto questo si è mai visto. Speriamo che il sistema inizi a crollare e a creare condizioni di vera libertà anche per loro.

Firmato Massimo Viglione