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Embargo russo piega l’agrumicoltura italiana

Si perde in export ma si può recuperare in altri paesi che stanno vendendo all'ex Unione
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“La situazione è senza precedenti”, si legge a margine degli ultimi dati presentati dalla Freshfel, l’associazione europea dei produttori di frutta e verdura fresca: il secondo maggior importatore di frutta e verdura al mondo (la Russia) ha sospeso le importazioni dal suo principale fornitore (l’UE-28).
Tra i paesi influenzati dall’embargo russo, l’Europa è infatti l’unico nella top 10 dei fornitori e per giunta figura al primo posto, con volumi d’importazione che negli ultimi anni erano in crescita. Difatti nel 2011 la Russia importava dai 28 paesi dell’Unione Europea qualcosa come 1.852.625 tonnellate tra frutta e verdura. L’anno dopo si era saliti a 2.173.400 tonnellate, mentre l’anno scorso si era più o meno in linea con il dato del 2012. Nel 2013 sono stati infatti spedite in agrumiRussia 2.184.954 tonnellate di frutta e verdura fresche made in UE.
Interessante il confronto tra quanto la Russia importava dall’Europa e quanto importato invece dal resto del mondo. Nel 2011, i prodotti europei coprivano il 23% delle importazioni complessive in Russia e l’anno dopo si era saliti di ben 4 punti percentuali, arrivando al 27%. Nel 2013, i prodotti europei coprivano il 26% dell’import russo; insomma, fino all’anno scorso, prima dell’embargo, un ortofrutticolo su quattro che giungeva in Russia era di origine europea.

Sul totale di tutte le esportazioni di frutta e verdura fresca verso la Russia, una percentuale tra il 5 e il 6% era rappresentata dagli agrumi: era il 6,1% nel 2012, per poi calare al 5,4% nel 2013. Nel 2012 e nel 2013 sono state esportate in Russia, dall’Unione Europea, rispettivamente 133.019 e 117.005 tonnellate di agrumi. I paesi membri dell’Unione Europea non sono gli unici ad essere stati colpiti dall’embargo russo. Sono tuttavia di gran lunga quelli più danneggiati.

Infatti nel 2013 gli Stati Uniti hanno esportato in Russia 28.992 tonnellate di frutta e verdura fresca, l’Australia 3.383 tonnellate, Giappone, Canada e Norvegia rispettivamente 173, 118 e 50 tonnellate. Sommando tutte queste esportazioni si arriva a 32.716 tonnellate, un dato ben lontano dalle quasi 2,2 milioni di tonnellate dell’Europa.

Sul tema va fatto anche un altro ragionamento, perché se c’è chi, come l’Unione Europea, deve ora trovare nuovi sbocchi per oltre 2 milioni di tonnellate di frutta e verdura fresche, c’è pure chi ha di fronte grandi opportunità per far crescere le proprie esportazioni: in fin dei conti, la Russia non farà a meno di tutti quei milioni di tonnellate di prodotti ortofrutticoli dal giorno alla notte.
Clementina_AgrumiChi potrebbe avvantaggiarsi dell’embargo russo potrebbe essere prima di tutto la Turchia, che nel 2013 ha esportato in Russia 1.089.147 tonnellate e che, dopo l’Ecuador e l’UE, figura quale terzo fornitore della Russia. Pure gli altri grandi esportatori in Russia potrebbero avvantaggiarsi dell’embargo: Cina, Marocco, Israele ed Egitto.
Lo stesso embargo russo ha un suo risvolto della medaglia: la soluzione per piazzare le mancate esportazioni dell’Europa potrebbe arrivare proprio da quei paesi chiamati a riempire il vuoto russo. Aumentando le esportazioni da Turchia, Cina, Marocco, Israele ed Egitto, potrebbe aprirsi nei rispettivi mercati nazionali uno spazio in più per i prodotti europei.