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Emergenze : occorre solo prevenzione e rendendo patrimonio comune le conoscenze sui temi ambientali

Un incontro di spessore quello tenutosi a Borgia dove studiosi, amministratori pubblici e volontari si sono confrontati sulla tematica.
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Emergenze : occorre solo prevenzione e rendendo patrimonio comune le conoscenze sui temi ambientali

Fare rete tra Enti, tecnici ed operatori del settore per denunciare, sensibilizzare, proporre e porre argine all’emergenze, facendo prevenzione e rendendo patrimonio comune le conoscenze sui temi ambientali, anche ai fini della salvaguardia della salute umana.

Un incontro di spessore quello tenutosi a Borgia dove studiosi, amministratori pubblici e volontari si sono confrontati sulla tematica.

Immagini, dati, proposte ed istanze per affrontare con maggiore forza le problematiche ambientali che vanno dal problema del mare, ai rifiuti, passando dalle discariche, anche al fine di combattere l’incultura del “rifiuto del rifiuto” e cioè quel gap culturale che spesso non fa comprendere a tanti che i rifiuti possono davvero diventare una risorsa.
Interventi tecnici di spessore come quello del prof.  Ferdinando Laghi, primario ospedaliero e vicepresidente nazionale dell’ISDE, che da oltre venti anni gira l’Italia per fornire il suo contributo scientifico sull’annoso tema.

A Borgia, oltre agli organizzatori dell’incontro Giovanni Maiuolo e Marta Cristofaro, presenti l’on. Paolo Parentela, componente della Commissione Ambiente presso la Camera dei Deputati, il vicepresidente della Provincia Marziale Battaglia, i consiglieri comunali dei Comuni più grandi della provincia stessa e cioè Lamezia Terme e Catanzaro, nelle persone di Giancarlo Nicotera e Domenico Concolino, nonché Luigi Sabatini, dir. Regionale di Legambiente.

Lo scopo dell’incontro è stato quello di agire in maniera comune e sinergica per tutelare l’ambiente marino e terrestre, con iniziative congiunte.

Particolare apprezzamento ha espresso il Prof. Laghi per la richiesta che, da più tempo, l’Avv. Nicotera ha inoltrato anche al Ministro dell’Ambiente On. Galletti, con cui si chiede l’istituzione di una Task Force che coinvolga le migliori menti, energie, competenze ed esperienze delle nostra regione e cioè i magistrati delle Procure della Repubblica calabresi, i Carabinieri del NOE, i tecnici e funzionari dell’ARPACAL, le diverse Polizie Provinciali, la Guardia Costiera e le Capitanerie di Porto, l’Assessorato Regionale all’Ambiente, i Sindaci dei territori coinvolti, i volontari di Legambiente ed altre associazioni ambientaliste, nonché tecnici del settore. Il tutto affinché sotto un’unica cabina di regia, attraverso monitoraggi, indagini, interventi preventivi, repressivi e di bonifica, studi, controlli, si pongano rimedi e soluzioni ad un problema oramai atavico.

Ha ribadito Nicotera – il problema mare in Calabria coinvolge diversi fattori negativi, tra cui quelli delinquenziali, e così come si è fatto per la criminalità organizzata anche in questo settore occorre creare un “Pool” che si occupi del fenomeno – con costanza, competenza, specificità e quotidianità – tutto l’anno. Non si possono lasciare a singoli Magistrati, con ristretti uomini e mezzi e precipue competenze territoriali, i fardelli elefantiaci della problematica, o ancora non si possono lasciare soli nelle denunce singoli Sindaci, come è avvenuto nei casi di Lamezia Terme e Nocera Terinese. Purtroppo ciò che si riversa nel mare a Paola interessa Lamezia, come ciò che succede a Lamezia interessa Vibo e via dicendo, se non ci sono forze ed intelligenze investigative e repressive congiunte tutto è vano.
Lo stesso professore Laghi si è trovato pienamente concorde sula proposta del consigliere Nicotera, affermando che davvero una Task Force potrebbe essere fondamentale per combattere e prevenire a 360 gradi questo problema, che ha svegliato tanti interessi delinquenziali e criminali, organizzati e non.

Dalla Terza Commissione Ambiente del Comune di Lamezia Terme, che affronterà nei prossimi giorni il tema, partirà dunque l’iniziativa che chiede l’istituzione di un Pool per affrontare la questione mare in Calabria, coinvolgendo nella richiesta tutte le pari Commissioni dei Comuni rivareschi catanzaresi, vibonesi e cosentini.