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Erano trecento giovani e preparati sono stati lasciati parcheggiati

Ennesimo forte appello dei laureati del Progetto Stages messi alla porta. Si rischia di lasciare il deserto in Calabria
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I vincitori del “Programma stages 2008” scrivono al nuovo governatore della Regione Calabria per chiedergli impegni concreti  al fine di risolvere la loro situazione umana e lavorativa.
I membri del “Programma” sono trecento giovani laureati e  si rivolgono a chi governerà la Calabria

nella speranza che si interessi sin da ora alla nostra travagliata vicenda e voglia, in nome dell’impegno contro la precarietà e a favore della meritocrazia, inserire nel suo programma elettorale la felice conclusione di una storia di precariato, quale è la nostra, che pesa sulla coscienza della politica regionale da anni e che, allo stato attuale, si è rivelata essere l’ennesimo “inganno” ai danni dei migliori giovani calabresi. La nostra storia, infatti, potrebbe descrivere in pieno l’attuale decadentismo politico e sociale della nostra terra dal quale ci eravamo salvati tentando di costruire lontano le nostre vite professionali ma la nostra terra, come un’eterna Circe, ci ha sedotti, attirati nuovamente nei suoi cinici abbracci, ci ha fatto credere nella possibilità di costruirci un futuro dignitoso e libero da condizionamenti di sorta. Peccato di innocenza è stato credere che la politica sin qui al potere avesse un reale interesse a tutelare la meritocrazia (nonostante un investimento di 17,5 milioni di soldi pubblici per la nostra crescita professionale) a discapito di giochetti e inciuci di bassa lega che nulla hanno a che fare con il sacro valore del bene comune.

I 300 giovani spiegano che di essere stati lasciati fuori dalla stabilizzazione e dal rinnovo contrattuale «per capriccio», nonostante queste procedure fossero ammesse dalla legge regionale 1 del 2014, nonostante «il precedente riconoscimento come bacino di precariato istituzionalizzato attraverso la dgr numero 160 del 2013 e, nonostante siamo l’unica categoria, nell’ambito del precariato calabrese, vincitrice di una selezione pubblica con anni spesi presso gli enti pubblici calabresi».
La richiesta al futuro presidente è quella di

non ignorare la nostra vicenda, affinché anche per i figli di nessuno, nella punta dello stivale, possa valere il sacrosanto diritto al lavoro. In fondo, se accetta un consiglio, il segreto del successo politico non sono le promesse ma le azioni che, sotto gli occhi di tutti, sanno di giustizia e non di miope clientelismo.

I 300 giovani pongono una domanda a un interlocutore che per il momento (le regionali si celebreranno il 23 novembre) non c’è ancora:

Vorremmo lasciarla con una domanda aperta. Cosa accadrà alla Calabria se i migliori figli la disconosceranno? Cosa potrà governare la politica se intorno resterà il deserto?
Noi lavoratori del Programma stages 2008 diciamo basta agli ipocriti specchietti per allodole e chiediamo alla politica scelte coraggiose e quindi, ribadiamo la richiesta di un’opportunità, ossia quella di esprimere le nostre potenzialità nelle amministrazioni che oggi più che mai necessitano di competenze e professionalità qualificate.