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Espulsioni, rigori, pali, nervosismo: tutto questo in Vigor Lamezia- Lupa Roma

Il risultato finale è di 2 a 2, che ai lametini sta comunque molto stretto
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E’ stata una partita nervosa, spezzettata e segnata da vari episodi in campo e dalla parte della tribuna stampa, quella tra i padroni di casa della Vigor Lamezia e i capitolini della Lupa Roma, terminata col risultato di due reti per parte, ma con la Vigor Lamezia che non ha saputo approfittare di una dozzina di situazioni ottime per segnare e vincere.

Una partita il cui resoconto, per qualche cronista in servizio dalla parte del settore ovest della tribuna stampa, è finito di essere trascritto sul pur copioso taccuino all’incirca attorno al 78° – 80°, quando gli ospiti hanno trasformato un calcio di rigore concesso per un braccio di Puccio (involontario?) in piena area e trasformato da Testardi.

Il tutto per un batti e ribatti di accuse e di gesti tra qualche tifoso locale e qualche esponenti della Lupa, e con l’intervento da parte degli Stuart in servizio all’interno del catino del D’Ippolito.

Qualche minuto prima erano già stati espulsi l’allenatore dei romani, mister Cucciari, e il direttore sportivo dei biancoverdi lametini, Maglia, da un direttore di gara a cui stava sfuggendo del tutto la partita.

Una Vigor Lamezia bene in palla, anche se va subito sotto di un gol dopo quattro minuti dall’inizio della partita con il centravanti Tayarol, quando già al terzo minuto il lametino Rapisarda aveva avuto sui piedi l’occasione per segnare, solo davanti al portiere degli ospiti, Rossini.

Poi i biancoverdi danno inizio alle danze con le chiare azioni da gol:

7°: Del Sante prova con una sventagliata che va fuori di poco;

9°: ci prova Improta, colpendo di testa e con l’intervento provvidenziale di Rossini;

14° : lo stesso Improta ci prova su calcio di punizione dal limite, assegnato dal direttore di gara per un fallo nettissimo su Scarsella;

22°: è lo stesso Scarsella a procurarsi una buona occasione, ma il tiro si spegne di poco a lato della porta difesa da Rossini;

26°: un identico calcio di punizione, quasi dallo stesso punto del precedente, battuto da Puccio e su cui vola Rossini a mandare in angolo.

Al 35° i ragazzi di mister Erra iniziano con la serie dei pali centrati in pieno: il tiro di Filosa sbatte sul palo e si spegne sul fondo;

40°: Battaglia è chiamato a battere in rete da ottima posizione, ma il tiro va alto di poco sopra la traversa;

46: è Del Sante a chiudere la serie delle sequenze delle azioni da gol, emulato qualche secondo dopo da Improta da buona posizione.

Nella ripresa inizia il monologo della Vigor con varie combinazioni ed occasioni da rete ma è la Lupa Roma a rimediare un calcio di rigore per un pallone finito sul braccio di Puccio in piena area; Testardi spiazza Piacenti ed è il 2 a 1 per gli ospiti.

Da qui inizia il nervosismo di troppo tra qualche tifoso lametino e un dirigente ed alcuni esponenti della Lupa Roma che avrebbero rivolto gestualità infantili e provocatorie all’indirizzo degli stessi tifosi lametini.

Riusciamo ad appuntare soltanto il calcio di rigore trasformato da Improta e altri due pali centrati dai padroni di casa. Tutto il resto non appartiene al mondo del calcio, così come non appartiene al galateo sportivo il rifiutare ai giornalisti lametini la solita, classica conferenza stampa di fine partita.

Riportiamo, qui di seguito, la testuale dichiarazione rilasciata alla stampa dal Direttore sportivo della Vigor Lamezia, Fabrizio Maglia:

“ Anzitutto vogliamo scusarci principalmente per quanto ci hanno riferito, su quel che è successo in tribuna.

Siccome so anche che la squadra avversaria non ha voluto rilasciare dichiarazioni onde evitare poi che le stesse vadano a finire sui loro quotidiani, è giusto quindi sottolineare che l’accoglienza nostra nei loro riguardi è stata ottima, aldilà del battibecco avuto da me con il loro allenatore in panchina. Ma è stato tutto chiarito, tanto vero che siamo usciti insieme.

Purtroppo queste cose non dovrebbero mai succedere, ma purtroppo succedono; succedono a Lamezia Terme, succedono a Milano, succedono dappertutto. Ci scusiamo, ma come Società non ci sentiamo responsabili di ciò. Ci scusiamo perché rappresentiamo la Società, rappresentiamo Lamezia Terme.

Se è successo veramente tutto quel che s’è detto, io non ero in campo, ma ero su.

Ma è un episodio da condannare e quindi è giusto che ci scusiamo”.