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EZRA POUND, quando fu processata la libertà.

La coerenza dello scrittore di fronte alla condanna e agli avvenimenti che sconvolsero il 1900
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Nel corso del secolo scorso, un uomo affermava con assoluta convinzione che Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le proprie idee, o le sue idee non valgono niente o non vale niente lui”. Quell’uomo era Ezra Weston Loomis Pound e questa frase non rappresentava soltanto un’espressione dal valore paradigmatico, ma l’insegna in nome della quale egli ha sempre condotto la propria vita.

Nato ad Hailey (USA) il 30 ottobre 1885 e morto a Venezia l’1 novembre 1972, Ezra Pound rappresenta, per chi ha letto le sue opere e conosciuto il Pound poeta, scrittore e saggista, una figura significativa nel panorama letterario europeo dei primi del Novecento. Lo è non soltanto per l’impulso innovatore dato alla poesia d’inizio secolo, contribuendo alla nascita di correnti quali l’Imagismo e il Vorticismo, ma soprattutto per il suo ampio retroterra culturale che si risolve in una conoscenza minuziosa, quasi maniacale, delle svariate culture succedutesi nel corso delle epoche storiche, così come delle innumerevoli lingue che in una commistione unica e sorprendente risultano essere sempre presenti in quasi tutte le opere Poundiane.

Ciò che colpisce di Pound è però l’attualità del suo pensiero, il tema della modernità e l’esaltazione di un modello di vita semplice, rurale, quasi bucolico; il rapporto tra economia e finanza e la dura condanna dell’usura, del capitalismo, della guerra; le sue valide teorie economiche; i continui riferimenti all’America dei pionieri, alla storia greca e romana e quella asiatica, al Medioevo; l’ammirazione per le espressioni popolari, nazionali e tradizionali; la celebrazione della cultura autentica. L’universalità e la profondità delle tematiche trattate, unite allo sperimentalismo  e allo stile Poundiano, rendono, tuttavia, le opere dell’autore americano spesso inaccessibili o incomprensibili ai più, ma contemporaneamente del tutto cariche di messaggi in grado di penetrare a fondo nell’animo del lettore, di scuoterne la coscienza e di toccarne anche il lato più intimo e puramente umano.

Da “A Lume Spento”, ai “Canti Pisani”, alle “Canzoni”, a “Lavoro e Usura”, fino a giungere agli universali “Cantos”, giusto per citare alcune delle sue più importanti opere, la grandezza e l’abilità del Pound scrittore sono sempre presenti, e non è un caso che il suo contemporaneo e amico Thomas Stearns Eliot nella prefazione della seconda edizione della “The Waste Land” abbia dedicato la propria opera “A Ezra Pound: il miglior fabbro”, in riferimento all’importante opera di revisione, correzione e modellamento della suddetta opera da parte di Pound.

Ma la grandezza del “poeta” e dell’ “uomo” Ezra Pound si sono scontrati con un mondo ostile, costituito dai vincitori della II Guerra Mondiale a causa delle sue simpatie per il Fascismo. Catturato dai partigiani, nel maggio del 1945, fu consegnato ai suoi “connazionali” e portato negli Stati Uniti, fu poi condannato  per tradimento ed internato, per 13 anni, nel manicomio criminale St. Elizabeth Hospital, a Washington, prima di tornare in Italia dove trascorse gli ultimi anni della sua vita.

Sembra quasi una burla, di fronte al destino di Pound, pensare a quanti, fascisti o intellettuali fascisti, divennero, con la velocità della luce, comunisti, democristiani, socialisti, dopo aver servito ed osannato il “regime” dai posti chiave dello Stato e della cultura, dando vita alla Repubblica democratica e antifascista.

Mi chiedo, inoltre, a quanti anni di manicomio criminale dovevano essere condannati i vertici e rappresentanti del Capitalismo  di Wall Street che finanziarono la Rivoluzione Bolscevica e il comunismo dei gulag e dei centinaia di milioni di morti. Gli stessi che  finanziarono Adolf Hitler fin dagli anni Venti e determinanti per la conquista del potere in Germania del Nazional-Socialismo. Che fornirono gli strumenti economici e finanziari e i prodotti di prima necessità per l’esercito tedesco e permisero la Seconda Guerra Mondiale, aiuti che continuarono fino al 1944; che erano perfettamente a conoscenza dell’esistenza dei campi di concentramento dove sperimentarono, tra l’altro, lo “Zyklon B”, un veleno letale prodotto dalla “I.G.Farben and American I.G.”. Collaborazione perfetta tra criminali!

Per questa gente, il criminale e il pazzo fu Ezra Pound:  censurato, osteggiato, ignorato, combattuto.

“Quello che veramente ami rimane,

Il resto è scorie

 Quello che veramente ami non ti può essere strappato

Quello che veramente ami è la tua vera eredità”

(Canto LXXXI, Canti Pisani)

E l’Eredità di Ezra Pound, che pagò per la sua coerenza, non è solo bellezza poetica, letteraria, umana, ma anche  un esempio di coraggio, di grande coraggio!