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Il fastidio della protesta

Quando hai ragione anche se stai zitto disturbi
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Per chi non le conoscesse, le Sentinelle in piedi si definiscono una resistenza di cittadini che vigila su quanto accade nella società e sulle azioni di chi legifera denunciando ogni occasione in cui si cerca di distruggere l’uomo e la civiltà. Orbene il metodo di protesta delle Sentinelle, mutuato dai Veilleurs francesi, consiste semplicemente nel palesarsi, il più numerosi possibile, in piedi, in totale silenzio in luoghi rappresentativi leggendo un libro, senza rispondere a domande o provocazioni, semplicemente presenziando, a simboleggiare per l’appunto un controllo continuo e puntuale. Per completezza nel nostro disgraziato paese le Sentinelle si sono costituite a difesa della libertà di espressione minacciata dal tristemente famoso decreto sull’omofobia. Come sappiamo infatti l’assenza di una definizione riconosciuta di “omofobia”, tralasciando l’etimologia della parola, consentirebbe a qualsiasi magistrato di sanzionare penalmente anche la sola espressione di un’opinione per esempio contraria ai cosiddetti matrimoni gay o all’adozione di minori da parte di famiglie composte da genitori adottivi dello stesso sesso. Si potrebbe pensare che in un paese che ha consentito l’intitolazione di un’aula del Senato ad un manifestante deceduto nel tentativo di assaltare un Defender dei Carabinieri, avvezzo a vedere le sue città messe a ferro e fuoco, vetrine infrante, auto bruciate, una protesta pacata e pacifica come quella delle Sentinelle non abbia le caratteristiche di impensierire nessuno. Invece no.

Se veramente, senza retorica, senza falsi scopi manifesti per la libertà quella vera, minacciata dal potere, quello vero, dai fastidio. Come si permettono questi onesti cittadini di manifestare in piazza anziché starsene a casa seduti tranquilli a scuotere il testone davanti al tg? Dov’è finita quella cara vecchia “maggioranza silenziosa” che lasciava i comunisti a strillare in piazza i loro slogan e poi zitta zitta votava DC, peraltro condannandosi da sola, facendo attenzione che non lo sapesse neanche il vicino di casa? Il voto è segreto si dice ma uesti non solo te lo sbattono in faccia ma addirittura manifestano delle opinioni senza che nessuno gliel’abbia chiesto! Non un partito, non un Vescovo, ma nemmeno uno straccio di sindacato in amministrazione controllata che li sostenga e soprattutto che li“guidi”…Cani sciolti, senza un padrone, sono giovani, vecchi, ambosessi, apartitici, il movimento è aconfessionale, sono operai, insegnanti, musulmani, cattolici, … non c’è quindi per definizione alcuna autorità morale o politica che riconoscano tutti, nessun Imam, nessun industriale, nessun pastore li può guidare nel serraglio. Nessuna violenza li può far additare come fascisti, inattaccabili, inguidabili, inacquistabili. Ecco allora che si muovono gli attivisti LGBT, femministe rivisitate stilisticamente,attivisti dei centri sociali, in breve quelli che svolgono la funzione che una volta svolgevano i cosiddetti extraparlamentari di sinistra. Mai come in questo momento proliferano le associazioni a difesa dei diritti degli omosessuali forti dei provvedimenti, anche a carattere locale, presi a loro beneficio e del battage pubblicitario mondiale (quasi) in loro favore.

Solo l’ultimo di questi episodi risale al 31 maggio a Lecce quando un manipolo di attivisti interrompe con i consueti metodi (cori, bandiere arcobaleno e altro) la veglia delle Sentinelle. Per inciso ancora una volta le Sentinelle accusano la Questura di non aver garantito il loro diritto a manifestare pacificamente arginando la contromanifestazione definita intollerante e intimidatoria. Se poi allarghiamo un po’ l’orizzonte ci accorgiamo che non sono mancati nei confronti di pacifici manifestanti anche veri e propri atti di violenza, basti ricordare la“torta” sbattuta in faccia a Giorgio Celsi nel corso di uno dei suoi solitari volantinaggi antiabortisti di fronte alla clinica Mangiagalli di Milano. Giorgio Celsi, infermiere e vicepresidentedell’associazione «No 194», ogni mercoledì si presentava con i suoi cartelli e i suoi fogli di propaganda pro-life sul marciapiede antistante la clinica, tristemente famosa per il numero di aborti praticati, tentando di convincere qualche donna a ripensarci. Scontri e aggressioni verbali con attiviste femministe non sono mai mancati, ma nel novembre dello scorso anno tre donne sono passate alle vie difatto centrando in viso il malcapitato con una “torta” confezionata con sostanze acide che l’hanno costretto a rivolgersi al prontosoccorso. Per un atto dimostrativo, magari da filmare per farsi quattro risate con gli amici, bastava un bel vassoio di panna montata, ma evidentemente la cattiveria isterica e l’odio per il nemico del progresso e della libertà hanno suggerito una “farcitura” studiata per provocare danni fisici. I messaggi sono chiari, ci sono certi argomenti sui quali non si vuole più permettere il dissenso, soprattutto quello civile, tanto più efficace proprio per questo motivo. Ora più che mai, e ancora di più dopo il recente risultato elettorale, è necessario far sentire forte il messaggio di chi non è d’accordo, di chi nonostante tutto pensa ancora che l’aborto sia un omicidio e che i bambini vadano allevati in una famiglia tradizionale. E’ ora che la maggioranza silenziosa diventi almeno visibile.

tratto da appunti.ru Fabio Della Vedova