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“Ferragosto Tra I Setteventi”… la mia esperienza UNICA

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Stavo cercando eventi interessanti per il Ferragosto, non per me, ma da mettere sul giornale: io non ho mai festeggiato Ferragosto. Non capisco il motivo e non mi piace la forzatura obbligatoria delle feste. Sarei forse leggermente asociale, può darsi… Non è un caso patologico, ma non adoro la folla e non mi piace essere costretta a partecipare a qualcosa soltanto perché è stata proclamata come una cosa che si deve fare.  Intanto, mentre inserivo nel giornale gli eventi, mi è subito apparso davanti gli occhi un invito assai diverso da tutti gli altri: “Ferragosto Tra I Setteventi”

Cito: “ Un ferragosto diverso dal solito?!
Vieni a vivere un’esperienza UNICA con noi tra i RAPACI in un contesto naturalistico mozzafiato. Un intero giorno di EMOZIONI”

Allora ho chiamato subito per avere qualche informazione in più: andava tutto bene finché non si è arrivato al prezzo che a me sembrato troppo alto. Ho detto ciò con un messaggio e dopo un paio di risposte abbastanza accese da parte del falconiere di nome Roberto ci siamo riappacificati e sono stata invitata a vedere perché il costo può sembrare così elevato. Come mi ha detto lui: ”Prima di criticare, vieni a vedere.” Ed eccomi qua, a Cìvita, paesino tra le montagne del Pollino di 800 abitanti, con 50 bed@breakfast, che vuol dire che il turismo da queste parti è ben sviluppato e non stupisce nessuno. Basta visitarla per la prima volta e saprai già che ci ritornerai .

Trovare l’oasi Sette Venti del Pollino non è stato particolarmente difficile. Siamo arrivati verso mezzogiorno e il percorso didattico era già in corso. Abbiamo conosciuto subito il “grande capo “ Roberto Rugiano. Una persona ben decisa che ti guarda dritto negli occhi. Sincera e diretta. Come piace a me.

Ci siamo presentati e subito dopo seguito il primo gruppo di visitatori: una decina di persone. Lo stesso Roberto ci ha dopo spiegato che non accetta più di 15 persone per volta: “ Prima di tutto viene il bene dell’animale”.

Io ho una particolare attrazione verso i volatili già da bambina. Non solo perché il mio cognome tradotto in Italiano significa la ghiandaia, ma anche grazie a mio padre che ha allevato pappagallini, per di più semplici Cocorita o Parrocchetto Ondulato.  Siamo arrivati ad avere anche una cucciolata. Mio zio allevava pappagalli, quelli grandi preziosi, tipo Ara, Cenerino, Amazzoni, Cacatua, eccetera. Ma credo che l’ammirazione verso gli uccelli sia una cosa ben nota da sempre. Lo stesso Leonardo da Vinci che voleva ad ogni costo inventare un modo per poter volare…  Sì, possiamo nuotare con i pesci, fare le camminate ed incontrare i cervi o le volpi, ma non potremo mai volare nel cielo con gli uccelli. Possiamo solo ammirare il senso di libertà che suscita in noi osservandoli nel cielo azzurro sopra le nostre teste piene di problemi terrestri.  Gli uccelli da sempre vivono vite parallele accanto a noi, ma per conto proprio. Sono un pezzo di natura selvaggia che ci sfiora ogni giorno. A cominciare dai picconi, cinciarelle, passeri, fino alla bellezza nostalgica dei gabbiani… MA! Come in ogni ambiente naturale c’è sempre una razza prevalente, quella dominante, quella superiore sulla scala gerarchia dell’ecosistema, così nella specie dei volatili quelli che fanno la differenza in assoluto sono proprio i rapaci. I miei animali preferiti in assoluto.

Come lo sono per Roberto che ha dedicato 20 anni della sua vita, sacrifici enormi, ha coinvolto tutta la famiglia con la sua passione e da solo, senza l’aiuto di nessuno, autodidatta, ha costruito questa oasi per rapaci in un panorama mozzafiato a Civita provincia di Cosenza .

Adesso lasciamo che ci speiga tutto lui stesso, Roberto Rugiano:

  • Quando è iniziata questa passione per i rapaci?

La passione è cominciata venti anni fa quando ho avuto la fortuna di avere il contato con il primo rapace grazie ad un mio amico che lo aveva già, me l’ha fatto vedere, l’ho maneggiato, toccato,  accarezzato ed è stato un amore a prima vista, perché sono  cose che ti rimangono impresse. Avevo 17-18 anni e da lì ho iniziato ad avvicinarmi perché questo è un mondo dove man mano tu ti devi avvicinare, devi rispettare e dare rispetto. E da lì piano piano fino ad oggi siamo diventati l’unica associazione in Calabria – associazione falconeria naturalistica e adesso abbiamo animali particolari come l’Aquila reale che è unica, e  addestrata a volare in mezzo alle persone. Ci sono altre aquile, ma non sono aquile reali – aquila chrysaetos– che è la specie più aggressiva che ci sia. E quando un falconiere arriva ad allevare un’aquila chrysaetos, vuoi dire che è arrivato a livelli più alti di gestione. Ma non perché il nostro egoismo ci porta ad addestrare l’aquila con la sottomissione, non è assolutamente vero. Viene creato un feeling diretto con l’animale, un animale particolarmente aggressivo, e tu dedichi la tua vita esclusivamente all’addestramento. Si comincia con l’avvicinamento graduale, fino a creare sintonia tra te e il rapace.

Lui vola libero, fa le picchiate ma anche se potesse allontanarsi, non lo fa,  perché gira intorno a  te e aspetta che tu lo chiami con un  comando. Quindi questo è quello che un falconiere naturalistico  fa. Noi ci limitiamo all’addestramento, non facciamo caccia. Quindi quando questo animale ritorna dal volo libero al mio richiamo, al mio gesto, al mio semplice movimento, io, falconiere naturalistico, sono arrivato. Nel senso che ho creato quel feeling, quella intesa con un animale che non è né un cane, né un gatto, né un coniglio ma un animale molto molto particolare e ripeto: quando si arriva a questi livelli con le aquile reali, possiamo vantarci di grandi cose.

  • Quanti rapaci avete?

Abbiamo 12 specie. Come rapaci ne abbiamo 15 perché alcuni sono in coppia. Abbiamo il Gufo reale (Bubo bubo), Barbagianni (Tyto alba), Falco pellegrino (Falco peregrinus), Gheppio federrico, Poiana di Harris, Poiana ferruginosa , Gyr/Sacro  e Aquila reale.

  • Perché non si può tenere la Poiana comune?

Perché questi che abbiamo noi, sono tutti animali protetti, autoctoni. Molti di questi autoctoni tempo fa non venivano utilizzati. L’Aquila reale, oggi, l’Ungheria, la Mongolia, la Russia li utilizza  come animali, e allora ci sono chi li alleva. La Poiana nostra – Poiana comune ( Buteo Buteo) non è una specie molto utilizzata dai falconieri perché non si presta alla caccia, e quindi il falconiere non ha un interesse ad allevarla e  non c’è nessuno che la vuole gestire. Allora cosa successo?  Siccome sono animali protetti  grazie alla convenzione di Washington del 1973 che protegge completamente tutti i rapaci, fino al 1972 c’erano falconieri che prendevano animali in natura, ma erano utilizzati per la caccia e la nostra poiana non è utilizzata per la caccia e allora non ci sono neanche chi li alleva. Quindi quando nel 1973 sono diventati specie protetta e poi è subentrata la C.I.T.E.S  (La Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione, solitamente indicata con l’acronimo (sigla) C.I.T.E.S. – Convention on International Trade of Endagered Species) che controllava questi animali, è stato fatto divieto di prendere animali dalla natura. Quindi gli animali in natura non potevano più  essere  presi e chi lo faceva diventava bracconiere. Non era la legge italiana che puniva, era legge di Washington,  molto più severa rispetto a quella italiana. Quindi fino 1972 gli animali presi in natura dovevano essere dichiarati, e dal  momento che sono stati dichiarati, sono diventati tutti nostri riproduttori di oggi. La nostra Poiana non era gestibili per la caccia e non c’era nessuno che la gestiva prima e quindi non ci può essere nessuno che la tiene oggi.

  • Come riesce a gestire economicamente, con il cibo e tutto quanto, questa oasi?

Parliamo degli animali rapaci, animali che devono uccidere per nutrirsi in natura. Noi non facciamo caccia, li alimentiamo noi. Sono carnivori e sono al vertice della catena alimentare e noi li alimentiamo con la carne. Per esempio. Il barbagianni dove vive ? Cosa caccia? Il topo? Io gli devo dare il topo. Il gufo cosa caccia in natura? Il coniglio? Io gli devo dare il coniglio. La poiana? Il pollo, il colombo, selvaggina? Io gli devo dare quella selvaggina. L’aquila reale cosa caccia? I caprioli? Io gli devo dare la capra. E per questo noi dobbiamo  fare tutta questa alimentazione controllata che viene da allevamenti registrati, siamo obbligati far venire il topo dalla Germania, Olanda, Polonia, la capra da allevatore di capre, la colomba da allevatore di colombe…, quindi siamo obbligati a prendere gli animali da allevamenti garantiti, certificati. Anche perché se io do un topo di campagna al mio animale, chi lo dice che quel topo non ha qualche malattia.

 E facciamo ciò a nostre spese, con i nostri meccanismi di ingresso, delle quote di associazione, perche siamo associazione NO Profit.  Significa che le quote che vengono qui prese come ingresso, vengono spese per le necessità degli animali. Non abbiamo nessun contributo, il terreno l’ ho acquisito anni fa e tutti i lavori sono stati fatti da me… sabato, domenica, Natale, capodanno, tutti giorni di feste. Gli animali che abbiamo prima erano di mia proprietà,  poi sono diventati di proprietà  dell’associazione e grazie all’associazione ho potuto mettere altri animali. Ad esempio prima avevo solo un gufo, adesso grazie all’associazione sono riuscito a portare la prima coppia di gufi riproduttori in Calabria. L’Aquila reale l’ho presa 2 anni fa, grazie al contributo di  un signore che ha creduto nel nostro progetto. Io da solo non avrei mai potuto acquistare l’aquila reale.

  • Quanto costa un’aquila reale?

Sono capitali viventi. Posso dire che al posto di un’aquila reale si può comprare una berlina super accessoriata.

  • Come vengono fatti i controlli?

Noi siamo legati ai controlli particolari perché abbiamo qui animali protetti. Li  fa organo CITES, la sede principale è a Reggio Calabria. Vengono a controllare l’anellino che ha l’animale sul piede, i documenti che  tengo in casa forte, controllano il piumino, il benessere dell’animale, dove viene tenuto. Vengono saltuariamente, ma vengono all’improvviso. Tipo quando loro sono già in viaggio sono mezza ora da noi ci chiamano e ci dicono: stiamo venendo aprite il cancello.

  • E come funziona il progetto? La gente viene?

Noi come associazione siamo da un anno e mezzo aperti. Io come falconiere sono 20 anni che lo faccio. Adesso abbiamo dato la possibilità di condividere questa mia passione e in questo anno mezzo qui è successo qualcosa di inspiegabile: tantissima gente che vuole condividere questa cosa. Sta venendo gente da tutte le parti: Calabria, Basilicata, Puglia…  Poi ci troviamo anche in un contesto dove Civita è ormai conosciuta al livello mondiale e quindi viene anche gente oltre confine dell’Italia. La gente viene, la gente è contenta, ci aiuta anche con donazioni extra e ciò vuol dire che siamo sulla strada giusta. Vorremo tenere tutto più naturale possibile e con le quote e le donazioni aggiungere più animali possibili. Metterò sempre più specie di rapaci che in natura è difficile da vedere.

  • Ma si può fare accoppiamenti per aumentare la specie?

Discorso degli accoppiamenti è un po’ particolare. Perché gli animali che vengono gestiti così come da noi, diciamo addestrati ad avere  contatto con l’uomo, difficilmente poi si accoppiano con i loro simili. Quindi chi fa riproduzione a un mondo da gestire, e noi che facciamo addestramento, ne abbiamo un altro. Probabilmente affiancata a questa cosa io farò in un altro luogo anche gli allevamenti, però oggi non lo posso fare, perché nel contesto dove c’è gente, non può esserci una coppia che poi si riproduce.

  • Quindi dietro tutto ciò c’è soprattutto una grande passione.

Sicuramente. Io sono autodidatta. Ho cominciato a 18 anni ad avere il primo contatto, poi il primo sacrificio di comprare il primo animale … poi ci sono momenti di crisi, e c’è anche da dire che non c’è una scuola in Italia che ti insegna la falconeria: io sono un agrotecnico, lavoro nel mondo dell’ agricoltura, però la falconeria è un mondo a parte. Quindi io le mie esperienze li ho potuto fare a contatto e con la gestione degli animali che è venuta graduale e non essendo tantissimi noi in Calabria come facevo io a confrontarmi da solo? Non avevo un  vicino di casa, e quindi abbiamo sfruttato il lato positivo del social, perché grazie ad essi, oggi con internet riesco andare in tutto il mondo, e il mio amico aquiliere è il mongolo, è l’ucraino, è ilrusso… Quindi tutto ciò che vedete qua è pura passione, perché poi la mattina devo fare un altro lavoro, perché devo mantenere la famiglia. Però il mio tempo, i miei soldi e i miei sacrifici li ho dedicati alla mia passione. Che adesso sto condividendo.

E io ringrazio con grande ammirazione  tutta la famiglia Rugiano (Roberto, Pietro – figlio, Antonio – figlio, Roberta – figlia, Loretta Scossa – moglie) per l’ospitalità. La famiglia che gestisce questa passione nella condivisione di chi vuole fare l’esperienza e sicuramente adesso che so quello che non sapevo prima, non dirò che il prezzo per l’ingresso è caro. Anzi! Portateci i bambini alla scoperta di un mondo straordinario, puro, un altro mondo tra le meraviglie della natura…

Chiedete al vostro bambino da dove vengono le uova. E se vi risponde “dal supermercato” allora sarebbe ora di far visitare questo luogo.

Grazie ancora …www.falconierideisetteventi.it

340 6659574 Roberto / 327 8624616 Antonio

Monika Momon Sojkova