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Festa della Madonna di Visora: storia di una devozione che si ripete

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Anche quest’anno, a Conflenti, la tradizione religiosa legata alla Madonna della Quercia di Visora si rinnova: migliaia di fedeli, provenienti da diverse parti della Calabria, affollano le strade del paese, passeggiano, sorridono, immersi in un’atmosfera di profonda fede, allietati dal suono ormai ben conosciuto e confortante delle fisarmoniche.

Ogni anno, nell’ultimo fine settimana di agosto – in modo particolare la domenica – avviene la magia: un piccolo paese di montagna si trasforma in una vera e propria piccola oasi di fede nel bel mezzo di una desertica irreligiosità ormai sempre più dilagante.
Quella per la Madonna della Quercia di Visora è una devozione da sempre molto sentita anche da gran parte dei lametini.

Le strade a tratti strette e impervie, il viaggio non proprio lineare, l’altezza, anche per quest’anno, non spaventano affatto. C’è chi arriva in macchina, chi in pullman, chi a piedi dopo aver percorso decine di chilometri; Conflenti pullula di una folla eterogenea, formata da persone di ogni età e provenienza, accorsa – rispondendo al richiamo della Santa Madre – per pregare la Santa Vergine e respirarne la presenza, nel luogo in cui nel 1578 apparve al pastore Lorenzo Folino chiedendo di far costruire una chiesa.

Le celebrazioni religiose sono terminate domenica 31 con la tradizionale processione, preceduta dalla Santa Messa presieduta quest’anno dal Vescovo di Lamezia Terme Monsignor Luigi Cantafora.
La forza spirituale del santuario, e lo splendore delle icone al suo interno contenute, offrono al pellegrino un’esaltante esperienza mistica, pregna d’introspezione, capace di metterlo in contatto con le corde più intime del proprio animo. Oltre all’opportunità di conoscere meglio noi stessi mediante la preghiera, nella festa di Conflenti è anche possibile conoscere meglio la Calabria e i suoi prodotti più tipici, offerti dalle varie bancarelle assiepate nei vicoli del centro storico di questo paesino adagiato sul monte Reventino.

Grispelle, formaggi e salumi, tutti rigorosamente casarecci, poi i tradizionali mostaccioli e la rosa marina, e infine, vera caratteristica di questa festa di fine agosto: i nostrani fichi d’india. Molti, anche, gli ambulanti che vendono arnesi per l’agricoltura: zappe, vanghe, sottolineando come l’umiltà di una comunità contadina sia spesso corredata da un forte senso spirituale e religioso.

L’affluenza a Conflenti testimonia ulteriormente come in tempi duri e bui come questi, la devozione religiosa e l’attaccamento alle radici riescano ancora, nonostante tutto, ad unire.