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Forte appello di Papa Francesco per la pace in Medio Oriente ed in Ucraina

“io so quanto soffrite, io so che siete spogliati di tutto. Sono con voi nella fede in Colui che ha vinto il male". "
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“Pensare secondo il mondo è mettere da parte Dio, non accettare il suo progetto di amore, quasi impedirgli di compiere il suo sapiente volere” : lo ha rimarcato energicamente il Santo Padre Francesco alla preghiera dell’Angelus di domenica 20 luglio, riprendendo gli spunti tratti dal brano del Vangelo proposto per questa domenica liturgica.

Ma Papa Francesco è andato duro contro quel clima di odio e di morte che sta attanagliano sempre più la vita in alcune parti del mondo, tra le quali il Medio Oriente e l’Ucraina, esortando “a perseverare nella preghiera per le situazioni di tensione e di conflitto. Il Dio della pace – ha detto sottolineato- susciti in tutti un autentico desiderio di dialogo e di riconciliazione. La violenza non si vince con la violenza. La violenza si vince con la pace”. “Preghiamo in silenzio chiedendo la pace. Tutti in silenzio”, ha quindi detto il Pontefice ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro, restando per alcuni istanti raccolto in preghiera silenziosa.

Passaggi molto significativi e incisivi, tra i quali i comportamenti sbagliati degli uomini, specialmente di coloro che hanno  “una gran fretta di giudicare, classificare, mettere di qua i buoni, di là i cattivi… Dio invece sa aspettare”.

Papa Francesco all’Angelus ha lanciato, come si premetteva,  un appello per la situazione dei cristiani costretti a lasciare le zone dell’Iraq controllate dai miliziani jihadisti dell’Isis. “Ho appreso con preoccupazione le notizie che giungono dalle comunità cristiane a Mosul (Iraq) e in altre parti del Medio Oriente, dove esse, sin dall’inizio del cristianesimo, hanno vissuto con i loro concittadini offrendo un significativo contributo al bene della società. Vi invito a ricordarle nella preghiera”, ha detto il Pontefice.  “Oggi sono perseguitati – ha aggiunto il Papa ‘a braccio’ -. I nostri fratelli sono perseguitati, sono cacciati via, devono lasciare le loro case senza avere la possibilità di portare niente”. “Assicuro a queste famiglie e a queste persone la mia vicinanza e la mia costante preghiera”, ha detto ancora il Pontefice. “Carissimi fratelli e sorelle tanto perseguitati – ha proseguito sempre ‘a braccio’ papa Bergoglio con tono accorato -, io so quanto soffrite, io so che siete spogliati di tutto. Sono con voi nella fede in Colui che ha vinto il male”. “E a voi qui in piazza e a tutti coloro che ci seguono dalla televisione invito a ricordarli nella preghiera”, ha concluso.