Notizie, cronaca, sport, eventi della Città di Lamezia Terme

Cittadino Agricoltura

Franco Roberti: “Riina è ancora capo di Cosa Nostra”. Gratteri: «Un boss come Riina comanda anche con gli occhi»

,
691 0

“Totò Riina deve continuare a stare in carcere e soprattutto rimanere in regime di 41 bis”. A dirlo è il procuratore nazionale Antimafia, Franco Roberti, che in un’intervista al Corriere della Sera spiega che ci sono le prove per dire che il vecchio boss sia ancora il capo di Cosa Nostra.

La Cassazione dice che non è motivata a sufficienza l’attualità del pericolo, ma “siamo perfettamente in grado di dimostrare il contrario – afferma. Abbiamo elementi per smentire questa tesi. E per ribadire che Totò Riina è il capo di Cosa nostra“, “le indagini sono in corso e non ho nulla da dire, né potrei farlo. Ma vorrei ricordare che il pubblico ministero viveNino Di Matteo blindato proprio a causa delle minacce che Totò Riina ha lanciato dal carcere. Se non è un pericolo attuale questo, mi chiedo che altro dovrebbe esserci“. Secondo Roberti, le condizioni di salute di Riina non sono incompatibili con il regime carcerario del 41 bis: se davvero il carcere di Parma non fosse attrezzato a sufficienza, “nulla impedirebbe il trasferimento in un’altra struttura di massima sicurezza. Ma dico per Riina quello che avevamo già sostenuto nel caso di Bernardo Provenzano, che era in condizioni addirittura più gravi: deve rimanere in carcere al 41 bis“.

La prima sezione penale della Cassazione per la prima volta ha accolto il ricorso del difensore di Totò Riina, che chiede il differimento della pena o, in subordine, la detenzione domiciliare. La richiesta (si legge nella sentenza 27.766, relativa all’udienza del 22 marzo scorso) era stata respinta lo scorso anno dal tribunale di sorveglianza di Bologna, che però, secondo la Cassazione, nel motivare il diniego aveva omesso “di considerare il complessivo stato morboso del detenuto e le sue condizioni generali di scadimento fisico“. Il tribunale non aveva ritenuto che vi fosse incompatibilità tra l’infermità fisica di Riina e la detenzione in carcere, visto che le sue patologie venivano monitorate e quando necessario si era ricorso al ricovero in ospedale a Parma. Ma la Cassazione sottolinea, a tale proposito, che il giudice deve verificare e motivare “se lo stato di detenzione carceraria comporti una sofferenza ed un’afflizione di tale intensità” da andare oltre la “legittima esecuzione di una pena”

Gratteri: Un boss come Riina comanda anche con gli occhi
Non dimentichiamo che il 41bis è stato istituito per evitare che i capimafia mandino segnali di morte verso l’esterno“. È il duro commento che il procuratore antimafia di Catanzaro, Nicola Gratteri, ha formulato in un intervento pubblico all’Università della Calabria, ripreso da La Repubblica, commentando l’apertura da parte della Cassazione, alla scarcerazione di Totò Riina per ragioni di salute. “È ora di finirla con l’ipocrisia di chi sale sui palchi a commemorare Falcone e Borsellino e poi fa discorsi caritatevoli: un boss come Riina comanda anche solo con gli occhi“.

//video.repubblica.it/cronaca/riina-gratteri-contesta-la-cassazione-un-boss-come-lui-comanda-anche-con-gli-occhi/277746/278343