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FRATELLI D’ITALIA: “La Sacal è patrimonio dei calabresi”

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“Discutere sulla vicenda SACAL anche a margine dell’invio della Commissione d’accesso disposto del prefetto di Catanzaro Dott. Luisa Latella, non può essere un esercitazione dialettica da concludere e da consumare all’interno di qualche consiglio comunale.

In questa vicenda indipendentemente dalle risultanze investigative, c’è un dato che dovrebbe mettere tutti d’accordo – sottolinea Pittelli – quello che la SACAL è un patrimonio strategico per la Regione Calabria, per il suo sviluppo e per garantire alla stessa una presenza significativa nei flussi di trasporto, non ultimi quelli turistici.
Su questa considerazione che appare la più responsabile, la politica tutta senza distinzione di colore o di appartenenza deve restare un passo indietro. Quel passo indietro che prima di tutti deve fare lo stesso governatore Oliverio, che forse per la prima volta in oltre due anni di presidenza ha saputo indicare nell’ex prefetto Arturo De Felice, la persona giusta, in considerazione del momento, per garantire il rilancio della SACAL, come ente di gestione regionale degli scali aeroportuali.
In questa vicenda la politica regionale e quella locale, da sempre attenta a marcare un territorio, deve riscoprire il valore della responsabilità. Deve moltiplicare la capacità di tracciare un futuro, senza speculazioni e promesse di nuovi scali inutili nel territorio regionale, che hanno il sapore della promessa se si vuole elettorale – rimarca Giancarlo Pittelli – ma, che in particolare riportano alla luce vecchi sistemi di spreco di denaro pubblico, cosa impensabile visto il momento economico e considerate le classificazioni che l’Enav ha attribuito agli scali calabresi. SACAL SpA è una società strutturalmente capace, sia per governance, sia per patrimonio umano, sia per strategia industriale di assolvere il suo compito: quello di garantire i collegamenti dei calabresi su tutte le rotte nazionali ed estere dagli scali di Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone. Ma, questa garanzia ha bisogno che non ci siano invasioni di un certo tipo di politica, che oggi deve sapere indirizzare, dialogare, controllare e non certamente rallentare un processo di sviluppo che è diventato fondamentale per l’esistenza della Regione Calabria, anzi per meglio dire per l’azienda Calabria”.