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I galantuomini e la spartizione delle terre demaniali (ex ecclesiastiche) nel territorio di Sambiase all’indomani delle leggi eversive del 1867.

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a cura di Giuseppe Ruberto

Premessa. Con la L. n. 3036 del 7 luglio 1866, e la L. n. 3848 del 15 agosto 1867, lo Stato italiano (ovvero Piemontese) operò per la prima volta una forma di intervento diretto nell’economia, togliendo il riconoscimento di «ente morale» a tutti gli Ordini, Corporazioni nonché congregazioni di carattere ecclesiastico, chiamando “demanio” tutti i beni ecclesiastici.

L’obiettivo delle Leggi di eversione era quello di attuare una generale privatizzazione, ma il modo in cui fu attuata l’eversione delle terre della Chiesa non poteva raggiungere l’obiettivo di risollevare le classi più povere, che nella maggior parte dei casi gli venne concesso delle terre improduttive in quanto non erano nelle condizioni di accedere alle compravendite.

IL FATTO.
Nell’anno 1867 il sindaco d° Michele Nicotera e la giunta municipale ( composta da: d° Luigi Maria Mauro fu Giuseppe, il sacerdote d° Di Sossi di Paolo, d°Domenico Paladino fu Giovambattista e d° Pasquale Cerra) decisero di stabilire innanzi ad un notaio i patti e le condizioni per la concessione delle terre demaniali situate nelle contrade: Carbonara, Trippagallizzi, Serra di Muzzari, Falde di S. Elia, Cozzo, Piano Luppino e Valle del Lupo.

Dalle prime pagine della stipula del rogito si evince che i terreni da assegnare andranno a circa duecento famiglie di contadini (in gran parte tutti domiciliati nelle sperdute contrade montane Sambiasine) questi erano terre di natura scoscesi e poco idonei e quindi improduttive. Nel proseguimento della lettura dell’Atto restiamo esterefatti, quando il fondo Spartivento la cui natura pianeggiante e olivata (con un’ estensione fino alla marina di S. Eufemia) sara’ suddivisa da cinque signorotti del ceto dei galantuomini . E non è finita.

Con successivo documento di Giunta comunale , ” i goliardici” galantuomini, per non destare il malcontento mettevano all’asta le terre fertili che un tempo appartenevano all’ex Baliaggio di S. Eufemia del Golfo.

Queste terre nel 1811 furono accorpate dal Regime francese ai territori comunali di Sambiase e Gizzeria in quanto i Transalpini non ritennero di proclamare S.Eufemia del Golfo ( tra i più antichi di civiltà della Calabria) quale nuovo Comune.

Eppure ci si aspettava tanto da chi si poneva al motto di… Libertà, Uguaglianza e Fratellanza.!
Ricordiamo che in Calabria durante la loro occupazione (1805- 1816) vi furono 4 mila morti. D’altronde i loro consanguinei Piemontesi tra il 1860 ed il 1867 fecero un vero olocausto in tutto il nostro Sud d’Italia …1 milione di morti ammazzati .
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Giuseppe Ruberto @ 2017 ricercatore e divulgatore storico.

  • Molto interessante, avete notizie sui possedimenti del barone e poi generale Stocco Francesco?

  • È vecchia ma per alcuno versi attualissima