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Gianni Speranza e la sentenza Icom: “ha vinto la Città”

La sintesi integrale desunta dalla sua odierna conferenza stampa sulla sentenza e sulla vertenza Icom
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“Questo risultato è molto importante per la nostra comunità, e io sono qua innanzitutto per dire le cose più sentite, più immediate, più affettuose. Ringraziare gli avvocati che  hanno difeso il Comune e la città di Lamezia; ringraziare anche tutti gli amministratori, i consiglieri comunali, i lavoratori e i dirigenti del Comune che in questi anni hanno cercato faticosamente, molte volte anche con affanno come l’ho vissuto io, di riuscire ad affrontare una situazione così spinosa.

Sarebbe veramente sciocco pensare che se c’è questo risultato al Consiglio  di Stato sia come un fungo, anche perché voglio dire alcune cose sulla dichiarazione che ha rilasciato l’ingegnere Noto; e, quindi, vorrei essere molto chiaro.

Sono veramente felice e commosso di questa sentenza e lo sono perché ho verificato in questi anni tale situazione complicatissima.

Questa vicenda nasce nel 2002 ed è già conclusa un mese prima che io diventassi Sindaco; anzi, è stata affrettata la chiusura prima delle elezioni.

Sono stato io a trovarmi a quel posto di Sindaco, ma poteva esserci un cittadino qualunque, un’altra persona al mio posto.

Noi abbiamo ereditato nel 2005 una situazione che era diventata una patata bollente, in quanto non si trattava nel 2005 di poter decidere, discutere democraticamente, capire che cosa succedeva, valutare.

via Progresso

Nel 2005 la situazione era chiusa, con una parte notevole della città che riteneva che se a via del Progresso ci fosse stato un investimento su terreno agricolo, la politica era corrotta in quanto si consentiva ad un imprenditore di fare quello che negli anni non era stato consentito a nessun altro imprenditore.

D’altra parte, una situazione nella quale le carte del Comune erano state tutte trattate con oscillazioni tali da compromettere tutto.

Questa è la patata bollente che abbiamo ereditato.

Questa situazione nasce a maggio del 2002 con la vendita di un terreno agricolo da parte della famiglia storica proprietaria di quel terreno per 80 mila euro in uno studio notarile di Roma; un mese dopo, in uno studio notarile di Catanzaro, questa stessa persona che aveva comprato il terreno a 80 mila euro lo rivende all’ingegnere Noto per 4 milioni e 800 mila euro.

Una vicenda che nasce così e nasce con una Conferenza dei Servizi non chiusa, ma con la notizia pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale; voi capite bene che qualunque Amministrazione che deve affrontare una vicenda di questo genere l’affronta con l’angoscia che ho vissuto io in tutti questi dieci anni.

Ora è bello vedere che, alla fine, quella vicenda non è più finalmente un macigno nella vita della Città; non c’è più l’angoscia; abbiamo cacciato tale macigno dalla vita del futuro di Lamezia ( e questa è la mia soddisfazione ).

Del resto, vorrei replicare alle cose che dice stamani l’ingegnere Noto : che non  s’è trattato di una miopia dell’Amministrazione dell’epoca, perché noi non potevamo a quel punto fare nient’altro di quello che abbiamo cercato di fare: cioè abbiamo cercato di rispettare la legge; abbiamo proposto all’Icom di andare in un territorio che gli strumenti urbanistici destinavano per questo scopo a contrada Rotoli.

Di fronte al fatto che ad un certo punto, quando si è proposto ( e c’è nella sentenza) il terreno, l’Icom raddoppia il prezzo dei terreni : come poteva il Comune dire si; non è che il Comune può fare la trattativa con un privato come ser fosse un secondo privato; deve attenersi ai canoni minimi, alle valutazioni previste.

Ci sono due aspetti che sono semplicissimi, anche per noi che non siamo avvocati, nella sentenza di ieri:

il primo è quello che vi ho chiarito;

il secondo sta nel fatto che dal 2009 l’Icom non ha chiesto il permesso a costruire, ma ha subito cercato il risarcimento multimilionario al Comune di Lamezia, senza nessun atto che ponesse la possibilità di rispettare quelle sentenze che c’erano state allora.

Queste due cose sono tali;  per cui che cosa asserisce il Consiglio di Stato: che il Comune di Lamezia ha operato correttamente.

Altre due cose da aggiungere: il Consiglio di Stato dice dunque che abbiamo operato correttamente. Eppure in questi anni sembrava che dal 2005 al 2010, e poi dal 2010 al 2015, avessimo operato scorrettamente. Ci siamo trovati di fronte questo problema e sembrava che ogni cosa che facevamo era scorretta.

Ma che cosa dovevamo fare se non quella di un Comune che sa che anche l’azione pregressa del Comune stesso è stata un’azione che non ha atteso alla linearità e alla semplicità delle cose, e che tende- da una parte- ad affrontare un problema spinosissimo e dall’altra anche a cercare qualche volta la transazione con lo stesso proprietario dell’Icom.

Il Comune di Lamezia ha avuto i massimi riconoscimenti per il fatto che s’è operato bene e correttamente verso l’Icom; e che il dissesto non c’è.

Noi consegniamo  alla nuova Amministrazione comunale una situazione che è diversa dalla nostra; noi abbiamo vissuto nell’angoscia e per fortuna la nuova Amministrazione questa angoscia non ce l’ha.

Noi abbiamo fatto di tutto perché la Città non si trovasse di fronte ad un guaio : il discorso si chiude qua.

Ha vinto la Città.

E’ una buona cosa per Lamezia quella che è successa; e non è una buona cosa soltanto per una parte di Lamezia.