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Gianni Speranza risponde a Michele Drosi: «Sulla Sacal non sto zitto. Forse è la verità che fa male»

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Un collaboratore del presidente Oliverio e della giunta regionale, Michele Drosi,si permette di invitarmi a tacere sulla vicenda Sacal con toni inaccettabili. Perché dovrei stare zitto?

Probabilmente è il racconto della verità che fa male.
I fatti sono evidenti e certi.
Il Comune di Lamezia Terme dal 2005 al 2015 si è battuto in tutti i modi per lo sviluppo dell’aeroporto, anche scontrandosi con il sistema di poteri ed interessi che viene fuori periodicamente. Ho carte ed atti che dimostrano il comportamento tenuto per dieci anni dal Comune di Lamezia per cambiare e innovare il modo di gestire la Sacal. Posso portarli alla prossima riunione dell’Anci calabria?
E ho già dichiarato più volte su come sia stata fatta finire la breve parentesi della presidenza del giudice Vitale espresso dalla mia amministrazione.
Drosi forse non è informato ma può chiedere direttamente al Presidente Oliverio quante volte l’ho contattato per la Sacal sin da quando era Presidente della Provincia di Cosenza, ente socio della Sacal negli anni tra il 2005 e il 2015. In quegli anni, ho chiesto al Presidente Oliverio di unirsi al Comune di Lamezia nel votare contro alcuni bilanci palesemente illegittimi e per far emergere le responsabilità dei maggiori amministratori della Sacal.
Chiamo io quindi a testimoniare pubblicamente Oliverio come ex presidente della provincia di Cosenza e l’ex Sindaco di Vibo Sammarco a conferma di quanto scrivo.
Questi sono fatti. Che confermano che alla Sacal e in Calabria bisogna cambiare rotta. Il resto sono falsità e insinuazioni offensive.

Gianni Speranza