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“Giornata Internazionale contro la violenza alle donne” – Speciale n.2

I commenti del Presidente della Provincia, Bruno, e della vice segretaria UDC Lamezia
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Il commento del Presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, alla “Giornata Internazionale contro la violenza alle donne”-

“Nel 2014 sono state 152 le donne uccise nel nostro Paese, vale a dire il 31,9 per cento delle vittime totali. A livello territoriale la casistica fa segnare un -43% di casi al Sud e un contestuale aumento dell’8,3 per cento al Nord. Lo evidenzia il 3/0 Rapporto Eures sul Femminicidio in Italia, segnalando tuttavia come nel 94 per cento dei casi la morte di una donna avvenga per “mano di un uomo” e nel 77 per cento di un familiare. Dati drammatici, il bollettino di una guerra carsica che si combatte in silenzio tra le mura domestiche e che le istituzioni, di ogni livello, non possono ignorare”. E’ quanto afferma il presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, nel ricordare l’istituzione della “Giornata internazionale contro la violenza alle donne”, per commemorare tutte le donne vittime di violenza”, che si celebra domani, nello stesso giorno in cui ricorre l’aniversario del terribile assassinio delle tre sorelle Mirabal avvenuto durante il regime domenicano di Rafael Leonidas Trujillo nel 1960. Dal 1999 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha reso istituzionale questa giornata, invitando governi, organizzazioni e media a sensibilizzare la società sulla violenza di genere. “Questa data è diventata il simbolo dell’atto d’accusa della società civile nei confronti del fenomeno, che purtroppo come dimostrano i dati diffusi proprio oggi dal Rapporto Eures sono ancora in crescita – afferma ancora il presidente Bruno -. Siamo consapevoli del fatto che le iniziative e i convegni celebrativi non bastano ad affrontare un fenomeno che può essere affrontato e ridimensionato con risultati positivi solo con una profonda trasformazione culturale. Le istituzioni hanno il dovere, ciascuna per propria competenza, di portare un contributo incisivo a questo processo che passa tanto dalla garanzia della certezza della pena quanto dal sostegno e dal potenziamento a tutte le misure finalizzate a potenziare i centri antiviolenza e le case di accoglienza per donne in difficoltà”. “La Provincia di Catanzaro – ha detto ancora il presidente – grazie anche al meritorio operato della commissione provinciale per le Pari opportunità guidato dalla presidente Elena Morano Cinque, ha cercato di agire con iniziative concrete soprattutto su quello che viene ad essere considerato l’anello debole della catena della violenza: ovvero il primo intervento sulla vittima reso presso i nosocomi dai medici di pronto soccorso: le donne vittime di violenza hanno estrema difficoltà a trovare il coraggio di denunciare. Basta ricordare il Progetto OFELIA con cui è stato finanziato un Corso di Formazione per giovani neolaureati provenienti dalla Facoltà di Scienze Sociali dell’UMG di Catanzaro i quali potranno divenire personale qualificato in grado di fornire il primo sostegno alle vittime di violenza. E ancora, la recente sottoscrizione del Protocollo d’intesa ‘Percorso rosa’,  finalizzato alla prevenzione ed al contrasto della violenza sulle donne ed i minori,  il primo in Calabria nel suo genere, istituito dal Prefetto di Catanzaro Luisa Latella dopo un intenso lavoro coordinato dal presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia”.

“Siamo consapevoli del fatto che si tratta di una piccola goccia nel mare e che non sappiamo, vista l’evoluzione normativa e istituzionale in corso nelle Province, quale sarà il destino del nuovo Ente intermedio per questo settore – conclude il presidente Bruno -. Così come sappiamo che per il funzionamento dei centri antiviolenza servono risorse importanti. Ma per aiutare le donne colpite dalla violenza occorre assicurare una solidarietà concreta fatta prima di tutto di vicinanza e ascolto, gesti concreti di sensibilità senza età e senza sesso che si alimentano con la cultura del rispetto. Perché “i diritti delle donne sono una responsabilità di tutto il genere umano; lottare contro ogni forma di violenza nei confronti delle donne è un obbligo dell’umanità; il rafforzamento del potere di azione delle donne significa il progresso di tutta l’umanità. (Kofi Hannam)”.

Il commento dell’avvocato  Felicia Villella, vice segretaria UDC Lamezia

Donna e Femminicidio, nella nostra società, stanno divenendo, sempre più, il rovescio della stessa medaglia; un binomio che racchiude, sinteticamente, le pecche dei nostri giorni. Una società, spesso, ancora oggi, ancorata a vecchi sistemi patriarcali e preconcetti maschilisti. La donna, in casi di particolare violenza, viene vessata e considerata l’oggetto dei desideri più reconditi e perversi di alcuni uomini che, ritendendosi “moderni”, credono ancora che donna significhi proprietà! Un corpo sul quale affondare le proprie insicurezze, le proprie manie e i propri fallimenti. Ed ecco, allora, perpetrarsi i più orribili crimini, quelli degni di una scena dell’orrore, in cui da una parte c’è una vittima indifesa, sia in ragione della propria natura fisica, che di quella mentale, ossia la donna, e dall’altra un carnefice, l’uomo, che le impone la sua volontà, la sua sopraffazione, soprattutto fisica! Non c’è fuga, anche la più disperata, che possa servire a salvare una vita. Vani gli appelli, inutile dimenarsi dinnanzi ad una furia funesta. Allora la prevenzione diventa l’unico strumento preposto alla tutela della donna e della sua incolumità.

Oggigiorno, la donna, impegnata su tutti i fronti, da quello politico a quello sociale e anche della sicurezza pubblica, ha, finalmente, ottenuto quel meritato riscatto sociale che le deriva da anni di sofferenze ed umiliazioni maschiliste che volevano concepirla una marionetta in mano al “maschio burattinaio” di turno.

La giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ricorrente domani, 25 novembre, è già un primo passo in avanti per sollecitare quella società civile a guardare in faccia il problema della violenza sessista, invitandola a prendere parte a dibattiti, manifestazioni ed eventi a tema, ripugnando la forma sociale patriarcale, nella sua accezione maschilista.

Un incoraggiamento a tutte le donne, affinché portino avanti i valori che racchiudono in se stesse e continuino, con determinazione e tenacia, a perseguire e raggiungere i loro obiettivi, senza demordere mai.