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Grandinetti: Il successore di Mancuso all’ASP sia Pietro Menniti e non l’autoeletto Mario Catalano

Le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Comunale di Lamezia Terme sul successore di Mancuso alla guida dell'ASP
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L’atto di diffida nei confronti del Dott. Pietro Menniti, coordinatore delle direzioni sanitarie dei presidi ospedalieri e reggente dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, da parte dell’ormai ex direttore sanitario aziendale Dott. Mario Catalano, è di una gravità che non ha precedenti, in quanto non solo l’ex direttore ha la presunzione di imporre con la forza il proprio mantenimento alla carica di direttore sanitario ma addirittura ha il delirio di onnipotenza di autoproclamarsi direttore generale facente funzioni, cercando di bloccare e intimidire l’azione di governo del Dott. Menniti.

È quanto afferma in una nota il Presidente del Consiglio comunale di Lamezia Terme, Ing. Francesco Grandinetti che esprime la piena solidarietà e sostegno al Dott. Pietro Menniti che, con grande senso di responsabilità e coraggio, ha accettato le consegne affidategli dal direttore generale uscente, Dott. Gerardo Mancuso, così come concordato con il prefetto di Catanzaro Raffaele Cannizzaro (Pietro Menniti è stato indicato come reggente dell’ASP, in quanto è il più titolato tra i dirigenti presenti all’interno dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro).

L’azione di forza intrapresa da Catalano, di proclamarsi DG facente funzione, è un atto contro legge in quanto l’articolo 15 comma 5 della L.R. 19 marzo 2004 n. 11 riporta integralmente “gli incarichi di direttore sanitario e amministrativo hanno natura esclusivamente fiduciaria e possono essere revocati anche prima della scarna contrattuale; gli incarichi hanno comunque termine e i relativi rapporti di lavoro sono risolti di diritto, nell’ipotesi di cessazione, per revoca, decadenza, dimissioni i qualsiasi altra causa, del direttore generale. Nessun compenso o indennizzo è corrisposto al Direttore Sanitario ed al Direttore Amministrativo in tali ipotesi”. Anche la Legge Regionale n. 39 del 2005 utilizzata per la proroga del Direttore Generale, che di fatto ha prorogato anche il Direttore Sanitario e Amministrativo, prevede che gli organi prorogati decadano dopo 45 giorni.
Lo stesso Direttore Generale del dipartimento Salute, Dott. Bruno Zito, partecipando alla riunione della Giunta Regionale di venerdì, ha ribadito che, essendo scaduti i contratti dei vecchi manager “non esistono procedure sostitutive che prevedano il subentro dei responsabili sanitari o amministrativi”. Grave inoltre il tentativo, se vero, da parte di Catalano, di censurare e oscurare la notizia sul sito aziendale riguardante il passaggio di consegne tra Mancuso e Menniti, chiedendo la rimozione della stessa dal sito web aziendale. Tutto ciò è ancora più grave se si considera che il Dott. Catalano fino a due settimane fa ha ricoperto incarichi istituzionali importanti, soprattutto in una fase così delicata e di grande incertezza della sanità pubblica: questo suo atteggiamento, invece di portare stabilità e ordine in un settore così delicato e quindi di agire nell’interesse dei cittadini, non fa altro che generare ancora di più incertezze e caos.

Da qui l’appello del Presidente Grandinetti alla Regione affinché non proceda alle nomine dei DG, in considerazione che tra due mesi si insedierà il nuovo Consiglio Regionale e sarà quindi compito del nuovo esecutivo nominare i nuovi manager. Lasciare fino ad allora la guida dell’Azienda Sanitaria di Catanzaro al Dott. Pietro Menniti, sarebbe una soluzione ottimale sia per la professionalità espressa dalla figura che una soluzione a costo zero per le tasche dei calabresi. C’è anche un altro vincolo che impedisce la nomina di un nuovo Direttore Generale: senza il Commissario ad acta per il Piano di rientro non si può procedere con il decreto di ratifica delle eventuali nomine dei DG, indicati dalla Giunta Regionale.