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Grave crisi in vista che investe tutto il settore dei call center

Frattanto per il 21 novembre le segreterie nazionali del settore hanno proclamato uno sciopero nazionale
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C’è una grande preoccupazione per una nuova emergenza socio-economica nella nostra Regione, qual è quella che si sta pavesando nel turbolento settore dei call center; un settore che soltanto nella nostra Regione occupa ben 15 mila persone, delle quali però soltanto 5 mila hanno contratti a tempo indeterminato.

Dei quindicimila addetti, inoltre, diecimila lavorano per aziende di dimensioni considerevoli, mentre gli altri operano per piccole o addirittura piccolissime realtà imprenditoriali.
Ma non è tutta qui la palese evidenza di una crisi in agguato, quanto la considerazione, espressa in un comunicato diramato dal Sindacato lavoratori della Cgil, che

Nei prossimi tempi la situazione potrebbe essere ancor più drammatica se non si interviene tempestivamente nella regolamentazione dei cambi di appalto.

Oggi per l’assenza di regole tutto il settore rischia la tenuta occupazionale. Un comparto che nella sola Calabria contribuisce all’economia reale della regione con la redistribuzione di oltre 500 milioni di euro. Ecco perché il 21 novembre le segreterie nazionali del settore hanno proclamato uno sciopero nazionale.

Per approfondire meglio questo stato di crisi imminente e che sarà galoppante, il Segretario generale dello “SLC-CGIL Calabria, Daniele Carchidi, mette bene in chiaro come “nella maggioranza dei casi, le tragedie occupazionali che hanno investito il settore sarebbero state facilmente evitabili se l’Italia avesse recepito una norma di civiltà che è quella rappresentata dalla direttiva Europea 2001/20/CE”.
“Per evitare che si susseguano ulteriori drammi – ha concluso – stiamo conducendo da mesi una difficile battaglia per regolamentare gli appalti e per dare regole più certe a lavoratori che oggi sono alla totale mercé di un sistema che permette che le attività vengano tolte ed assegnate su criteri che esulano totalmente dal fattore lavoro”.