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I Bronzi di Riace all’Expo di Milano? Le rinnovate precisazioni di Vittorio Sgarbi

”Se fossi ministro, sarei pronto a dare i Bronzi al Louvre per vent’anni . Due libertini come loro, prigionieri a Reggio con tutta la gnocca che c’è nel mondo”
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“Reazioni scomposte e selvagge”, così le ha definite Vittorio Sgarbi le varie dichiarazioni al no per i Bronzi di Riace all’Expo di Milano. Reazioni che, secondo lui, sarebbero ingiustificate, anche perché la sua è ”un’operazione non contro ma per la Calabria” che potrebbe incassare cinque milioni di euro da questo provvisorio trasferimento a Milano dei Bronzi.

L’ex sottosegretario ha spiegato che i Bronzi sono ”un simbolo universale, e l’esposizione universale l’ha vinta Milano, non Reggio Calabria”. Poi ha aggiunto che le due opere ”non vengono a Milano contro la Calabria , ma per portare la Calabria a Milano: il padiglione del Portogallo lo fanno a Milano, mica a Lisbona”. E ”il contesto delle opere d’arte è la mente. Tanto è vero che tanti capolavori italiani sono al Louvre, e per fortuna che se non fossero al Louvre uno non andrebbe a guardarli a Camerino o Sassoferrato”.

Spostando il suo ragionamento sulle convenienze di tipo finanziario, Sgarbi manda a dire:

E se adesso ogni giorno incassano 840 euro d’estate e 320 d’inverno, qui possono incassare 15 milioni di euro, prendiamo un milione di visitatori a 15 euro, di cui la Calabria può avere cinque milioni”.

Chiude infine anche sul versante dei rischi pavesati, sottolineando che “le preoccupazioni per la loro fragilità a suo dire sono ”menzogne” tant’è che sono rimasti 2.500 anni sott’acqua, senza contare che hanno dovuto sopportare tre restauri in quarant’anni.

”Se questi qui continuano denuncio la sovrintendente per danno alle opere d’arte attraverso un restauro non necessario.

Se fosso ministro, sarei pronto a dare i Bronzi al Louvre per vent’anni – ha osservato Sgarbi -. Due libertini come loro, prigionieri a Reggio con tutta la gnocca che c’è nel mondo”