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I funambolici pensieri di Josomersim

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Altro incontro ieri sul lungomare di Falerna con i libri. Questa volta ad esser presentato è il libro Funambola di Josomersim. Una presentazione suggestiva, che ha affascinato il pubblico accorso in gran numero per assistere alla serata. La suggestione è stata creata dalle note e musica del violino suonato da Davide Mancini, e dall’acrobata  Tonia Mingrone, personificazione della  funambola del titolo, capace d’incantare l’intera platea con la sua perfomance, con le plastiche figure che ha realizzato con il suo corpo appeso a due lembi di stoffa.

E poi c’è il romanzo: non una vera e propria presentazione ma un reading, un’immersione tra le pieghe, le emozioni e le parole dell’opera. Ed è così, senza ufficiali presentazioni di rito, che ci imbattiamo in Viola e Livia, e apprendiamo ciò che l’incontro con quest’ultima e la sua vita ha rappresentato per Viola.

L’incontro con Livia, la voglia di esplorare e conoscere la sua vita, diventa così occasione per una profonda introspezione del proprio animo, del proprio io, esplorando pieghe del carattere che non sapeva di possedere ma che l’incontro-scontro ha risvegliato dal torpore cui erano state costrette.

Ci si trova, così, davanti a delle verità, verità che non erano state prese in considerazione ma con le quali è necessario, ora, fare i conti, oppure verità che non si hanno ancora ma che si cerca strenuamente di ottenere, per riuscire così a districare la matassa del proprio destino.

Ed è questa continua ricerca, questa instabilità, come un equilibrista, un funambolo che cammina su una corda tesa fra due palazzi, a mostrare come questo romanzo trabocchi di vita, della vita in ogni sua sfaccettatura.

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Le gioie e le sofferenze, piccole o grandi che siano, descritte nel libro son quelle che rendono questo libro di facile immedesimazione per chi lo legge, e così si conoscerà Livia: “una donna carica di passione ed entusiasmo” e la sua passione per la fotografia e il mare, passioni che a volte si mescolano, passioni che spesso la lasciano con gli occhi coperti di malinconia.

E poi Viola e la sua incapacità di mettere ordine alla sua vita, specie dopo l’incontro con Livia e il caos da questo derivante.

Due donne che non hanno ancora la percezione di quanto siano forti e coraggiose, proprio quando ogni esperienza della loro le hanno spinte a pensare il contrario.

Venire a contatto con nuove storie, e nuovi modi di raccontarle, è sempre una bella esperienza, ancor di più durante la bella stagione. Perché in un periodo dell’anno in cui si pensa principalmente a far turismo, è piacevole apprendere che anche la cultura riesce a farsi spazio, su un lungomare affollato, nel bel mezzo della frenesia “vacanziera”.