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I Giovani di Fronti contro Cutrì e la malapolitica

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I risultati delle elezioni regionali venivano commentate da Cutrì positivamente per quanto riguarda l’elezione di Salerno, Forza Italia, a Consigliere Regionale. Un dato che, secondo il presidente del circolo Labor di Fronti, lancia  Ruberto quale prossimo candidato a Sindaco di Lamezia Terme per il centro destra. Nella sua analisi, in particolare, Cutrì rimarcava

l’ottimo risultato nelle singole zone della città e in particolare a Fronti dove ormai come Movimento siamo ben radicati e i residenti ci vedono come punto di riferimento

Pronta la risposta del gruppo “I Giovani di Fronti”, i quali analizzano cosi il voto nella sezione elettorale della frazione lametina

Le nostre considerazioni partono dall’assoluta mancanza di obiettività nell’analisi del dato politico effettivamente emerso dalle urne della frazione:  117 voti a favore del sostenuto di Labor, Nazareno Salerno, contro  107 schede nulle siglate dai giovani di Fronti, frutto di una protesta attuata a favore e a difesa del territorio e contro un sistema di mercanzia cui si assiste da anni proprio a ridosso delle consultazioni elettorali, mentre il paese continua a rimanere indifeso, inascoltato, non rappresentato e ancora una volta considerato dai politicanti come un facile bacino da cui attingere voti.Il nostro risultato afferma indubbiamente quanto buona parte della popolazione non condivida più l’attuazione di un vecchio modello politico basato su schemi e sistemi che non funzionano più e di cui lo stesso Cutrì, tra gli altri, ne è sempre stato primo promotore.

Si scopre, dunque, che principale obiettivo della protesta messa in atto dai Giovani di Fronti era l’ex IDV Vincenzo Cutrì, lui come esempio di mala politica.

Centinaia di voti nulli ottenuti in pochi giorni di mobilitazione giovanile all’interno del paese, contro anni ed anni di politica “porta a porta” attuata dall’ex consigliere comunale sono chiara espressione di discontinuità rispetto alle logiche di veterani politici o pseudo tali che,  prima di rappresentare questa o quella formazione partitica, hanno il dovere di difendere i propri territori, che gridano aiuto da anni, con azioni concrete che creino socialità tra i residenti e battaglie finalizzate al raggiungimento di obiettivi comuni. Nel caso specifico della nostra comunità, visti i dati, non possiamo esimerci dal consigliare all’attuale rappresentante di Labor di  evitare dunque, di utilizzare in maniera troppo facile e semplicistica la parola “radicamento” o “punto di riferimento per la popolazione residente” di un dato partito o movimento di sua propria appartenenza del momento.

Il gruppo I Giovani di Fronti reputano che sia finito il tempo della vecchia politica, degli antichi sistemi e delle amicizie ” forte è l’urlo di libertà e di dignità personale e territoriale. Sulla città di Lamezia ne è prova il 30% di astenuti rispetto alle scorse regionali, sulla frazione di Fronti, invece, dove si è registrata un’alta affluenza (il 55% degli aventi diritto al voto) ne danno atto i numeri chiari e inequivocabili usciti dall’urna: 183 voti dispersi su 28 candidati diversi che equivale ad una media di 6,5 voti per candidato,contro 117 voti per Salerno e 107 voti a difesa del paese,espressi da cittadini liberi e stanchi che, a questo punto, rappresentando un radicamento uguale e contrario a quello che professa Cutrì ne sconfessano le dichiarazioni, forse esternate con troppa leggerezza o con un falso gaudio necessario a nascondere un minimo di amaro in bocca e la realtà dei fatti”