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I perché del Presidente Talarico sulla convocazione del Consiglio regionale

Abbiamo avuto “il massimo rispetto della democrazia e della legalità, consapevoli che gli interessi preminenti da tutelare siano quelli della Calabria e dei calabresi”.
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I commenti politici nel giorno di domenica, dopo le decisione adottata dal Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Talarico, sono di segno più che opposto che convergente, anche per il tempo tanto lungo trascorso dalle dimissioni del Governatore Giuseppe Scopelliti e con la conseguente non recepita necessità di andare subito alle urne per indicarne il successore. E la decisione di Talarico è quella di sottoporre al Consiglio regionale (convocato per giovedì 11 settembre) la proposta di modifica della legge elettorale con il recepimento delle osservazioni del Governo.

Osserva Talarico: “Portiamo cosi a compimento tutti gli impegni cui abbiamo dato assoluta priorità all’indomani delle dimissioni del presidente Scopelliti: lo Statuto regionale, l’approvazione dell’assestamento di bilancio e dei fondi comunitari per dare risposte alle imprese, alle famiglie ed al sistema economico e sociale calabrese e infine la legge elettorale. Avremmo potuto benissimo far valere le nostre ragioni, come si è fatto per lo Statuto, anche per quanto riguarda la legge elettorale dinanzi alla Corte Costituzionale, convinti come siamo che le posizioni da noi più volte esplicitate siano più che costituzionalmente fondate”.

Uno dei cavalli di battaglia fu la decisione di portare al 15% lo sbarramento, il cui obiettivo originario, spiega il Presidente Talarico, era quello di assicurare la governabilità, “evitando frammentazioni strumentali, senza pregiudicare la partecipazione delle forze politiche principali alla competizione elettorale. Ma, proprio al fine di evitare che nel prosieguo la nuova legislatura corra il rischio d’incorrere in problematiche giudiziarie, ho deciso di convocare un’apposita seduta di Consiglio”.

Tutto questo, sostiene Talarico anche per rispondere alle violenti critiche mossegli nelle settimane passate,

avendo il massimo rispetto della democrazia e della legalità, consapevoli che gli interessi preminenti da tutelare siano quelli della Calabria e dei calabresi”.