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I poveri del Libano

I siriani pagano il prezzo più caro con centinaia di migliaia di morti e milioni di profughi di ogni appartenenza religiosa.
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Alla fine di agosto la guerra civile siriana ha subito un’ulteriore spinta involutiva verso una forma di conflitto che da regionale si sta trasformando in globale perche’ interessa tutte le potenze regionali.

Il Paese dei Cedri ospita quasi due milioni di rifugiati, (su 4 milioni di abitanti) fra siriani e palestinesi, ma anche iracheni, sudanesi e yemeniti: il cuscinetto di tutte le guerre in Medio Oriente.

Una delle novita’ delle ultime ore, mentre infuria ad Aleppo una battaglia decisiva per le sorti della guerra, si chiama Wadi al-Nasara (Valle dei Cristiani) e si trova al confine con il Libano, si trova a 50 chilometri da Homs, in Siria: è qui che negli ultimi cinque anni un numero crescente di profughi cristiani, 210 mila, sta cercando rifugio dalla guerra. Sempre più giovani emigrano dalla Valle perché senza casa e lavoro. Il contesto sociale del Libano, presenta dinamiche di sfruttamento in ogni angolo.

I siriani pagano il prezzo più caro con centinaia di migliaia di morti e milioni di profughi di ogni appartenenza religiosa.

Continua a Damour senza sosta l’impegno dei nostri volontari di Oui pour la Vie a sostegno della nostra cucina che continua ancora ad offrire i 300 pasti, talvolta in quantita’ anche superiori, a seconda di quello che ci permette la Provvidenza, che chiediamo sempre a tutti di cercare.

Grande e costante e’ l’impegno che riguarda tutti gli aspetti della preparazione e distribuzione del cibo, non che’ dell’approvvigionamento e della pulizia dei locali, nonostante qualunque temperatura, ora ultimamente piu’ mitigata.

La gioia e l’accoglienza dei volontari aiuta queste donne a venire da sole, e non accompagnate, a ritirare il cibo e a potersi fermare da sole a parlare. E’ sempre toccante il contatto tra persone di gruppi diversi e la condivisione anche tra famiglie che in Siria appartenevano a correnti ora in conflitto tra loro, quando il cibo preparato non e’ sufficente per tutti.

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Una signora, che viene alla nostra cucina, si e’ sposata a 19 anni con qualcuno che lei amava molto, ma che dopo un po’ di tempo ha cominciato a drogarsi, bere alcool e usarle violenza. Lei, con sue figlia di 2 anni, ha cambiato religione per divorziare.

Lei dopo 21 anni ha incontrato per caso in strada i nostri volontari e li ha supplicati di aiutarli a ritrovare sua figlia che ha causa del divorzio aveva perduto.

Dopo qualche mese Oui pour la Vie e’ riuscito a ritrovare questa bambina e a convincere il padre a lasciar vedere la figlia alla mamma. Lei ci dice che il nostro amore l’ha sostenuta e le ha dato forza nel poter convincere il suo ex-marito a lasciarle vedere la figlia, dopo che lei aveva vissuto per 21 anni in questo tunnel oscuro, di grande tristezza.

Oggi questa signora, lavora in un’impresa come segretaria e come ringraziamento collabora nella cucina per la distribuzione dei pasti e nelle visita ai profughi.

Un uomo di 23 anni cade in depressione e tenta 2 volte il suicidio, perché molto triste. Ha iniziato a collaborare con i Oui pour la Vie e dopo 3 mesi e’ più    sereno e ha potuto interrompere le medicine.

Chi è interessato a maggiori informazioni o a conoscere le modalità per una testimonianza in Italia o un  contributo in favore della nostra opera può inviare un sms al 333/5473721 in Italia o al0096171509475 (Libano) o scrivere una email a:          info@ouipourlavielb.com

  1. Damiano Puccini