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I segretari del centrosinistra calabrese: Si alle primarie pubbliche, ma elezioni subito

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Sì alle primarie pubbliche per legge ma non senza indire subito le elezioni regionali, liste fatte da partiti e non dai candidati, codice etico che vieti l’ingresso ai fuoriusciti del centrodestra e liste “pulite”.

Queste le condizioni poste dai partecipanti alla riunione della coalizione di centrosinistra che si è tenuta ieri a Lamezia Terme. I Segretari regionali Ernesto Magorno (PD), Luigi Incarnato (Psi), Mario Caligiuri (Idv) e Mario Melfi (Sel) si sono infatti riuniti per accelerare il percorso già avviato nei mesi scorsi, in vista della determinante sfida che si prospetta per il governo della Regione, a fronte delle tante novità politiche calabresi, in primis l’approvazione delle primarie pubbliche.

Un cammino che il centrosinistra non percorrerà da solo ma nel quale vuole includere tutte quelle componenti della società civile e che agiscono in rappresentanza delle diverse categorie dei lavoratori, degli imprenditori, della cultura e della società in genere, che vogliono costruire un’alternativa di governo al centrodestra e raccogliere la sfida del cambiamento, già avviata da Matteo Renzi.
Un sì convinto pertanto alle primarie pubbliche, rinnovando però la richiesta, alla Presidente Facente Funzioni della Regione Calabria Stasi, di indire le elezioni regionali per il prossimo mese di novembre, nella data del 16.

In assenza di una decisione da parte del Presidente, il centrosinistra calabrese è pronto ad assumere decisioni drastiche con la richiesta di dimissioni dei consiglieri regionali. Ulteriore raccomandazione alla Stasi – sostengono concordemente tutte le forze intervenuto oggi – si unisce alla richiesta di utilizzare lo strumento delle primarie “istituzionali” con il minor dispendio possibile e senza alcun peso per le tasche dei calabresi. Occorre pertanto dare un segnale chiaro ai cittadini, nella direzione della sobrietà e della trasparenza, così come occorre dare un segnale altrettanto netto e definitivo al rifiuto dei voti provenienti da ambienti riconducibili alla criminalità organizzata e a quella pericolosa “zona grigia” che, pur con l’apparente volto pulito della legalità, nasconde rapporti con il malaffare e la ‘ndrangheta. E questo il centrosinistra lo metterà in campo con l’approvazione del codice etico, che impedirà inoltre la candidatura di persone provenienti dal centrodestra.

Chiaro il punto centrale del documento dei rappresentanti della coalizione di centrosinistra, che ribadiscono il loro consenso all’apertura sulle primarie per una più ampia partecipazione democratica, con l’augurio di non ritrovarsi in una farsa, come nel passato, in cui il Governo della regione non ha voluto indire le elezioni, con il tentativo maldestro e trasversale, di arrivare alla scadenza naturale del mandato.