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I sindacati indipententi della sanità scrivono ad Oliverio e Scura

Prima di vistare l'ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro
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Fra pochi giorni le SS.LL. si recheranno in visita ufficiale presso l’ospedale Pugliese-Ciaccio e, come da prassi, saranno attesi già all’ingresso e con i dovuti onori dai vertici aziendali nonchè da uno stuolo di direttori di struttura tutti indossanti , per l’occasione, nuovissimi e sfavillanti camici bianchi. Così scrive Sarah Yacoubi coordinatrice regionale sanità della FSI Calabria in una nota Yacoubi_Infermierastampa che riporta la lettera integrale inviata al presidente Oliverio e al commissario della sanità Scura.

Saranno quindi guidati a visitare i reparti appena rimessi a nuovo e poi nella sala convegni per i soliti e convenevoli discorsi di rito.

Siamo certi che quel giorno, come si addice al protocollo, tutto apparirà perfetto .

Questa impeccabile regia si ripeterà puntualmente ad ogni visita ufficiale presso qualsiasi struttura sanitaria della regione , così come del resto accade in simili occasioni in tutti gli altri settori della P.A.

Riteniamo che tali visite non siano finalizzate solamente ad atti di semplice cortesia ma piuttosto tese a cercare di percepire lo stato di “ salute “ delle strutture visitate e di contro sappiamo anche che è abbastanza comprensibile che chi si sente sotto osservazione tenda umanamente a mostrare il meglio della struttura che dirige enfatizzando le eccellenze e cercando allo stesso tempo di minimizzare le inefficienze magari con un’operazione di camouflage in perfetto stile Expo-Milano .

Poiché siamo convinti che per apprezzare bene il valore di una medaglia bisogna osservarne e conoscerne entrambe le facce , crediamo che oltre alle visite ufficiali (e ribadiamo ora non ci si vuole specificatamente riferire all’evento Pugliese-Ciaccio ma il concetto vale per tutti gli ospedali calabresi ) sarebbe maggiormente proficuo , per capire lo stato di efficienza di una struttura sanitaria recarsi da utente ,magari in incognito , se non addirittura prenotare una visita specialistica o un esame diagnostico.

Allora si scoprirebbe una realtà diversa, meno perfetta e certamente meno sfavillante fatta di liste d’attesa per taluni esami diagnostici oscillanti fra 6 e 9 mesi , di personale stremato, di degenti parcheggiati per giorni in barella , e di aggressioni nelle ore notturne di parenti inferociti dalle disfunzioni a danno di

operatori sanitari incolpevoli oltre che indifesi a causa della carente vigilanza di sicurezza e molto ma molto altro ancora.

Ben vengano quindi le visite ufficiali purchè non ci si fermi esclusivamente a quelle, tenendo magari l’orecchio sempre teso in direzione di ascolto verso chi poi del servizio sanitario è un semplice operatore , oltrechè verso i rappresentanti dei lavoratori , ma anche e soprattutto verso i Calabresi destinatari del nostro servizio sanitario regionale i quali , nonostante oggi vengano definiti “ utenti” sono stati e purtroppo continuano ad essere “ pazienti “ anzi , oseremmo dire : “ molto ma molto pazienti “ .