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Il calabrese Corrado Calabrò: l’uomo multitasking

Alla scoperta dei “calabresi” illustri “trapiantati” a Roma
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Qualche giorno fa, in libreria, dietro ad una montagna di libri accatastati su un bancone, ne ho scovato uno che al tempo della sua uscita (era il 1999) è stato in vetta alla classifica dei libri più letti dell’anno, Ricorda di dimenticarla, di Corrado Calabrò. Una storia d’amore ambientata nella Roma a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta dove erotismo e superamento dei limiti la fanno da protagonista. Non vengono tralasciati particolari culturali e politici in cui il lettore si ritrova coinvolto ed è invitato ad interagire riconoscendo persone, situazioni , posti.

9788882892074gÈ proprio questo estremo coinvolgimento, questo vorticoso e struggente insieme di versi che mi hanno spinto ad interessarmi a chi fosse l’autore, cosa di se stesso avesse riportato nel libro. Indubbiamente, dall’intensità della scrittura e dalla complessità di versi, il mio primo pensiero è stato ad uno scrittore di mestiere, avvezzo a scrivere romanzi e a inscenare storie così piene di pathos. Con mia grande sorpresa, ciò che ho scoperto è che l’autore di questo magnifico libro, è un giurista: Corrado Calabrò. Probabilmente molti non lo avranno mai sentito nominare, molti altri, sicuramente più avvezzi alla politica o alla legge, lo conosceranno per fama. Un uomo, Calabrò, che alla vita politica ha saputo accostare con successo la passione per la scrittura e per la poesia. Mi verrebbe quasi da definirlo con un’espressione tipicamente tecnologica/informatica “l’uomo multitasking”.

Ma chi è Corrado Calabrò?

Nato a Reggio Calabria nel 1935 da una famiglia di intellettuali, consegue la laurea in giurisprudenza a soli 22 anni (con 110 e lode) presso l’Università di Messina.

In poco tempo fa carriera nella Corte dei Conti e dal 1968 ricopre una serie di incarichi amministrativi di rilievo all’interno del Governo, lavorando in diversi organismi.

In quegli stessi anni guida la segreteria tecnico-giuridica sotto la presidenza di Aldo Moro e successivamente arriva la nomina di capo di gabinetto di diversi ministeri: Bilancio, Mezzogiorno, Sanità, Industria, Agricoltura, Marina mercantile, Poste e telecomunicazioni, Pubblica istruzione e dell’università, Politiche comunitarie e Riforme istituzionali.

Nel 1999 viene eletto presidente dell’Associazione Magistrati del Consiglio di Stato, incarico che ricoprirà fino al settembre 2001.

Nello stesso anno diviene presidente del Tribunale amministrativo regionale del Lazio dedicandosi principalmente alla tutela dell’osservanza delle norme dei mercati economici. È stato presidente del Comitato consultivo permanente per il diritto d’autore dal 2002 al 2005 e successivamente presidente delle Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, a seguito di un decreto del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

La carriera di Calabrò, come già anticipato, non si è fermata alla sola attività di giurista e statista ma è stata correlata dalla passione letteraria che lo ha spinto, sin da ragazzo, a scrivere i suoi primi componimenti. Autore di poesie e versi, dal 1960 al 2013 ha pubblicato opere tradotte in 16 lingue diverse e un libro, Ricorda di dimenticarla, candidato al Premio Strega che ha ispirato il film di Renzo Martinelli, Il mercante di pietre.

Si legge in un intervista

La poesia mi ha dato le gioie più grandi della mia vita, perché sono riuscito a vedere oltre la realtà. Dove c’è il poeta non può esserci l’uomo di legge i due coesistono, ma non si integrano mai”.

Per questa sua passione ha ricevuto due importanti riconoscimenti: prima nel 1997 l’Università Mechnikov di Odessa, e poi nel 2000 l’Università Vest Din di Timişoara, gli hanno conferito la laurea honoris causa.