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Il centro storico di Sambiase , con il suo straordinario fascino, per una domenica da “Slow Food”

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Centro storico, che passione.

Chissà quante e quali sensazioni avranno riscontrato quelle numerose persone che – accogliendo l’invito della “condotta lametina di Slow Food” – hanno attraversato il suggestivo centro storico di Sambiase, ancora assonnato per le prime ore di un mattino caratterizzato da un vento insistente e da nubi vaganti che davano un grigiore significativo alla visita guidata.

Le chiese ed i monumenti; le viuzze e gli atri; le case ed i palazzi: il tutto accompagnato da un silenzio attraverso il quale si poteva percepire il rincorrersi delle persone che questo centro storico lo animarono, lo plasmarono e lo amarono.

Sambiase vanta un fascino irresistibile proprio per questo suo rapportarsi con la storia attraverso i luoghi più caratteristici, frequentati anche da personaggi ora passati alla storia: Giovanni Nicotera, Francesco Fiorentino, Franco Costabile, tanto per soffermarsi ai più noti.

Durante la visita guidata, una più spiccata ammirazione l’ha riscontrata il “Vaglio” incastonato al centro di via Verdi, che ricorda la presenza antichissima di frati benedettini e le cui mura fanno trasparire come qualcosa di sacro, intimando rispetto e silenzio.

Ammirate le chiese, anch’esse molto antiche: quella di San Francesco di Paola, della Annunziata, della Immacolata; la chiesa matrice; la chiesa dell’Addolorata; i monumenti e, tanto per citare una chicca, la antichissima unità di misura, meglio conosciuta come “minzarola”  che fa bella visione di sé  in via Cataldi, che poi fa da accesso al centro storico dove – oltre al vaglio citato- si può soffermare dinnanzi a palazzo Nicotera e al palazzo Cataldi.