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Il Comune di Lamezia non vuole l’Enoteca regionale

Ad affermarlo è Salvatore De Biase
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Quale amministratore della Casa dei Vini della Calabria, sento l’obbligo di denunciare pubblicamente un accadimento a dir poco inverosimile, “uno sgarbo” perpetuato a danno del sottoscritto e principalmente ad oltraggio della citta’

Ad affermarlo è Salvatore De Biase che in una nota spiega l’inizio della  storia “era L’anno 2013 e l’Amministrazione comunale, dopo che il sottoscritto ha prodotto istanza ufficiale al fine dell’ottenimento di alcuni locali presso il “Museo della Memoria”, quale luogo per la sede lametina della Casa dei Vini di Calabria,– Enoteca Regionale, il Sindaco ha immediatamente individuato e disposto l’assegnazione attraverso un contratto di comodato d’uso contenuto nella delibera n°403 del 14/11/2013. Purtroppo in sede di verifica tecnica, detti locali non risultavano idonei in quanto mancati di alcuni servizi che motivavano corposi interventi da effettuarsi. Da qui è stato stabilito attraverso un nuovo sopralluogo tecnico, che ha visto le parti interessate, di valutare nello stesso plesso un locale attiguo ritenuto più idoneo e prontamente assegnato con giusta delibera N°162 del 7. maggio 2014″

Per De Biase lo “sgarbo” è da individuare nell’atto deliberativo sopra citato, (7. maggio 2014, N°162.) ” ovvero l’amministrazione, dopo aver deliberato favorevolmente a che nella propria città venisse allocata la sede dell’Enoteca Regionale, evidentemente forse per questioni di “irriverenza politica” non ha inteso dare seguito a tale atto. Infatti sono trascorsi 4 mesi ed oltre dal deliberato indicato e l’atto “evidentemente bloccato” non è stato più pubblicato, seppur dal sottoscritto e non solo, in modo pedissequo seguito passo, passo. Ora la questione incresciosa che ha motivato la denuncia pubblica, è determinata dal fatto che , tale ritardo, ha comportato l’impossibilità da parte del CDA della Casa dei Vini di Calabria, a non poter bandire la gara per l’arredamento, con tutte le consequenzialità del caso.Naturalmente il Sindaco di tali atti è a conoscenza, così come assessori, consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza e l’intero apparato degli uffici comunali preposti, che si erano impegnati a dire il vero per un finale positivo, ma evidentemente “l’ordine dall’alto impartito”, è stato quello di non rendere operativo e di ritardare il deliberato e quindi di non pubblicarne la definizione. (7-5-14)” .

De Biase, dunque, conclude con una domanda finale “ora, basterà una denuncia pubblica affidata alla stampa per rimuovere l’incatenamento politico forse da far pagare al sottoscritto per aver voluto e perorato la sede dell’Enoteca a Lamezia ?