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Il Meetup Lamezia Terme invita Costanzo a portare i libri della Multiservizi in Tribunale passando prima dalla Procura

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Riceviamo e pubblichiamo

Altro che due mensilità di stipendi arretrati, i bilanci pubblicati della Multiservizi disegnano un quadro ben più allarmante, che descrive una società pesantemente impoverita e sull’orlo del fallimento. I dati preoccupanti, che il nostro Meetup ha evidenziato, sono molteplici, ed investono a nostro parere responsabilità non solo amministrative gestionali ma ancor più politiche, che hanno fiancheggiato e continuano a fiancheggiare con il silenzio una situazione che meriterebbe ben altra attenzione, una realtà grigia su cui pensiamo i cittadini meritino maggiori spiegazioni e sulla quale terremo il “fiato sul collo” fintanto che non si renda giusta informazione e si faccia piena luce sui fatti che la connotano. Non possiamo che partire dall’indicatore che meglio descrive il depauperamento di un patrimonio che doveva essere (o sempre è stato sventolato) quale fiore all’occhiello da tutte le amministrazioni, e che invece marca in modo assolutamente negativo l’andamento gestionale della società in questi anni. Un andamento che ha mandato in fumo circa la metà della ricchezza aziendale registrando nell’ultimo bilancio un patrimonio netto di solo euro 2.974.174. La perdita è notevole se si considera che, solo 5 anni fa, il patrimonio netto era di euro 5.731.617. Per i meno tecnici ricordiamo che il patrimonio netto rappresenta l’effettiva ricchezza di una società. Ricchezza che sembra essersi liquefatta al sole (ponendo non pochi interrogativi). Il “gioiello” di Lamezia Terme non esiste più. Le riserve statutarie non esistono più, la riserva legale è limitata a sole 140mila euro. Debiti totali per euro 28.880.787 a fronte di crediti totali per euro 27.261.077, come dire uno squilibrio finanziario in negativo di oltre 1,6 milioni di euro. Qualunque amministratore di buon senso, su questi numeri, chiederebbe l’auto-fallimento o mediterebbe delle soluzioni che tutelino oltre che i creditori, anche e soprattutto le centinaia di famiglie che dal loro lavoro in quest’azienda traggono sostegno e reddito, e i cittadini vessati e chiamati con i loro tributi a sostenere un pachiderma aziendale mal gestito. Le nostre perplessità non trovano spiegazione, inoltre, dall’assoluta, stasi che il management dell’impresa (e/o la vigilanza delle componenti politiche ormai al governo della città da quasi un anno), esprime, ad esempio, sulla montagna di debiti (oltre 4 milioni di euro) verso l’erario: di cui euro 1.027.923 per ritenute IRPEF non versate ai dipendenti; euro 811.131 per mancati versamenti di IVA; euro 471.746 per mancati versamenti dei contributi previdenziali INPS e complementari ai dipendenti. Volgiamo fermarci qui, perché non riusciamo a trovare spiegazione di come, un’azienda che continua a riscuotere tributi dalla cittadinanza, nei fatti, e nei bilanci, possa esprimere l’esempio peggiore che si possa fornire in tal senso. Quale migliore occasione, dunque, si presenta per il presidente Costanzo, nel poter fare un esercizio di trasparenza e chiarire alcuni interrogativi, su una questione che necessita di spiegazioni alla città tutta di Lamezia, che è il principale azionista della Multiservizi oltre che il principale utente dei servizi che la stessa offre. Per adesso, dieci le domande alle quali chiamiamo a rispondere il presidente Costanzo.

1) Non ritiene che, alla luce dell’andamento fortemente negativo della società sia giunta l’ora, per la trasparenza (se non per la legge), di procedere con bilanci semestrali o almeno di rendere pubblici i dati contabili relativi al periodo sino al 31/12/2015 ?

2) Quali soluzioni ha in animo di proporre per evitare che la riduzione del patrimonio netto giunga (come temiamo) a intaccare il capitale sociale (vedere effettiva consistenza ed esigibilità crediti), rendendo urgente e inevitabile da parte sua, la convocazione dell’assemblea dei soci per il ripianamento delle perdite ovvero, malauguratamente, per la riduzione dello stesso capitale sociale o per l’apertura di una fase di liquidazione?

3) Ritiene essere tutti i crediti iscritti come effettivamente esigibili? E ritiene sufficiente e correttamente garantito il fondo di svalutazione appostato?

4) Non ritiene che un debito di euro 551.382 per ferie non godute dai lavoratori, non sia conforme a legge?

5) Non ritiene che i debiti per mancati versamenti di ritenute IRPEF, per IVA e per contributi previdenziali, superino la soglia di punibilità da reato penale prevista dalla legge? E non è quindi suo obbligo riferirne in Procura della Repubblica o alla Guardia di Finanza?

6) Non ritiene che medesimo obbligo di segnalazione incomba (e incombeva) anche ai sindaci e ai precedenti amministratori?

7) Non ritiene che esistano gli estremi per proporre un’azione di responsabilità nei confronti dei precedenti amministratori?

8) Non ritiene che vadano perseguiti, con priorità, i grossi debitori della società anziché vessare i cittadini debitori di poche decine di euro? Non ritiene che un principio di sana amministrazione, considerando i costi delle azioni giudiziarie, debba prevedere prima il recupero dei debiti più rilevanti finanziariamente e solo dopo, quelli più piccoli? E come mai, vista l’entità delle spese legali risultanti a bilancio, non abbia pensato ad una convenzione con i legali che contingentasse i costi?

9) Non ritiene che alcune gestioni (es. quella del settore idrico) coprano già abbondantemente i costi del servizio, rendendo vessatoria l’indifferenza verso le grandi utenze, contrapposto all’accanimento contro i singoli cittadini cui viene interrotta l’erogazione dell’acqua, secondo una prassi che il Consiglio Comunale, con delibera 6/2012, che ha integrato lo Statuto Comunale, ha vietato, specificando che deve essere garantito  a chiunque “il minimo vitale”?

10) Ritiene che le efficienze nell’erogazione dei vari servizi siano tali da giustificare gli alti costi sostenuti per la loro gestione ?

Per adesso, dott. Costanzo, risponda alla città su questi punti, indichi le sue soluzioni. Noi torneremo ancora sull’argomento, parlando anche degli altri numeri, diremo tutto, come sempre. Siamo sicuri che lo farà anche Lei.