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Il primo libro in Calabria

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È universalmente noto che l’invenzione della stampa a caratteri mobile è opera del tedesco Gutenberg e che il primo libro da egli stampato fu – nel 1450 – la cosiddetta “Bibbia a 42 linee”. Non molti sanno, però, che nella  genesi della stampa e degli incunaboli (i libri stampati dopo l’ invenzione della stampa ma prima del cinquecento) un primato spetta anche alla Calabria.

Se il primo libro in latino, infatti, è stato stampato a Magonza, in Germania, il primo libro in lingua ebraica è stato stampato a Reggio Calabria, nel quartiere della giudecca. Una massiccia presenza ebraica è riscontrabile in tutta la nostra regione. Emigrati dalla spagna o giunti per il trattamento di favore accordatogli dagli Svevi, le popolazioni ebraiche colonizzarono interi quartieri: le giudecche (a Lamezia: ‘U Timpuni). Proprio nella giudecca di Reggio si impiantò la tipografia dello stampatore Abraham ben Garton, discendente da una famiglia ebreotedesca, che il 5 febbraio 1475 diede alla luce – grazie ai finanziamenti dei commercianti di seta ebrei della città -il Commentum in Pentateuchum del rabbino Salomon ben Isaac; il Pentateuco (la Torah): la prima edizione ebraica della bibbia stampata e non manoscritta, il primo libro con caratteri ebraici mai stampato.

Il volume è composto da 116 fogli, ed è stampato col tipico carattere della tradizione manoscritta religiosa degli ebrei. Un esemplare d’inestimabile valore: legatura in cuoio, titolo, dati editoriali e fregi impressi in oro. Un tesoro che è stato assicurato per un valore di  un milione di euro! Furono trecento le copie impresse da Garton nella sua bottega. A noi resta solamente un unico esemplare originale del Commentarius – sopravvissuto all’Inquisizione – e custodito presso la Biblioteca Palatina di Parma, nel fondo di Giovanni Battista De Rossi, ebraista e bibliografo.

Esposto nell’edizione 2013 del Salone internazionale del Libro di Torino, questo volume sottolinea il ruolo di centralità svolto dalla Calabria nel corso del tempo, e ribadisce la volontà di un territorio di promuoversi attraverso la cultura, per proiettarsi al futuro e viverlo da protagonista.