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Il saluto di Gianni Speranza alla sua ed alla nostra Lamezia

Tutto pronto per la serata di sabato: tante emozioni, tante speranze, tanto rammarico !
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Il saluto di Gianni Speranza alla sua ed alla nostra Lamezia

Fuori dalle manifestazioni tipicamente elettorali, l’appuntamento a cui il Sindaco Gianni Speranza ha invitato la cittadinanza lametina,  ha una sua precisa identità, una necessaria collocazione ed un sapore di evidente nostalgia, ben sapendo che dietro tale evento si sono accumulati ben dieci anni che incidono sulla vita e sulla formazione di ciascuno di noi.

Infatti, da come ha fatto sapere, sarà un consuntivo di dieci anni di “gestione Speranza” che, come tutte le gestioni, lasciano come un senso di vuoto, un qualcosa che ci sta sfuggendo e che non possiamo modificare, nel bene e nel male.

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Gianni Speranza

Gianni Speranza, in questi dieci anni, ha attraversato la storia e l’ha controfirmata, spesse volte con le ampie soddisfazioni, altre volte con le amarezze che immancabilmente mancano nel corso della  vita.

In una riflessione non tanto recente, il Sindaco confermò quanto sia difficile amministrare una città che spinge verso una espansione sia sul fronte della conurbazione, che della crescita demografica, per finire agli aspetti legati ad un intreccio tra economia, finanza, cultura e per finire allo sport ed all’arte.

Se ci mettiamo dentro l’inarrestabile conflitto esistente tra mafia e delinquenza comune, si determina un panorama quanto mai difficile, dentro il quale un Sindaco non può fare altro che metterci il suo impegno, sostenuto dalla valida collaborazione della Magistratura, delle Forze dell’Ordine.

Più di questo, niente. Ecco, allora, dove intendo puntare la mia attenzione giornalistica: forse ci si è troppo spinti sul problema della lotta anti ndrangheta rimanendo  all’interno di un recinto dove le discussioni attraverso banchetti, convegni, festival, marce, proclami hanno lasciato il tempo che trovano.

Da aggiungere che, quasi sempre, queste manifestazioni sono state supportate dalla presenza di scrittori e di giornalisti che i fatti e gli effetti mafiosi li hanno conosciuti solo dalla lettura dei quotidiani e delle riviste, tutto al più su qualche testo specifico, quando abbiamo invece avuto chi per davvero vi è vissuto giornalisticamente dentro: da Rettura a Natrella; da Leonetti a Scaramuzzino e così via; ossia colleghi impegnati anche nella cosiddetta “cronaca nera”.

Non sarebbe stato meglio, allora, che certe testimonianze giornalistiche fossero state raccontate da colleghi del luogo, fatti sobbalzare dal letto o dal tavolo di casa nel momento in cui c’era da raccogliere, da riportare e da commentare gli episodi legati alle iniziative della ‘ndrangheta?

Non sarebbe bello, ritornando sulla iniziativa dei saluti del Sindaco alla conclusione del suo mandato, se si dovesse constatare che sabato prossimo – attorno al Sindaco certamente commosso- ci siano dei colleghi di Catanzaro, o di Napoli o di Milano.

Certo, ognuno può organizzarsi le cose proprie secondo i suoi disegni: ma non sarebbe una giusta ricompensa da dare ai giornalisti che la storia di Gianni Speranza – Sindaco l’hanno scritta con impegno, con passione, anche con sacrifici e mortificazioni.

Comunque sia, il saluto che rivolgerà il Sindaco Gianni Speranza ci farà vivere le emozioni storiche attorno ad una Città e ad un comprensorio che, ora ancor di più, chiedono di essere amministrati per “come Dio comanda”.

E grazie, Sindaco Gianni Speranza. I nostri posteri sapranno raccontare ancor meglio questa storia di dieci anni trascorsi sulla pelle di ciascuno di noi, ben ricordando che la storia – in fin dei conti – è sempre Maestra!