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IL VIAGGIO DEL PAPA: In migliaia e migliaia le persone che hanno fatto festa al suo passaggio ed hanno aperto il cuore alla speranza!

Nostro “servizio speciale” con alcuni significativi passaggi del suo insegnamento
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Papa4La grande speranza viene dal Continente africano, ove Papa Francesco s’è recato in ruolo di fratello, pastore e guida; ma più che altro come amico che condivide in tutto e per tutto le aspirazioni dei fratelli africani e degli ultimi del mondo. Altro che timori di attentati o di proteste, o di manifestazioni ostative ! Francesco ha toccato ogni cuore e quel che ha detto anche in questa seconda giornata, sono parole che ci riguardano tutti, soprattutto quelle pronunziate finora e che continueranno a fare il leit motive di questo indimenticabile, storico viaggio papale.

Alcuni di questi spunti li abbiamo raccolti ed ora ve li proponiamo, certi di fare cosa buona e giusta alla causa del mondo e della stessa Chiesa.

Il tarlo del tribalismo

“Il tribalismo si vince soltanto con l’ascolto, con il cuore e con la mano. Con le orecchie: qual è la tua cultura? Perché sei così? Perché la tua tribù ha questa abitudine, questo uso? La tua tribù si sente superiore o inferiore? Con il cuore: una volta che ho ascoltato con le orecchie la risposta, apro il mio cuore e tendo la mano per continuare il dialogo. Se voi non dialogate e non vi ascoltate fra di voi, allora ci sarà sempre il tribalismo, che è come un tarlo che corrode la società”.

Lo zucchero della corruzione

“Questo non soltanto nella politica, ma in tutte le istituzioni, incluso in Vaticano ci sono casi di corruzione. La corruzione è qualcosa che ci entra dentro. E’ come lo zucchero: è dolce, ci piace, è facile e poi? Finiamo male! Facciamo una brutta fine! Invece di tanto zucchero facile, finiamo diabetici e anche il nostro Paese finisce di ammalarsi di diabete… Ogni volta che accettiamo una ‘bustarella’, una tangente; ogni volta che accettiamo una ‘bustarella’ e ce la mettiamo in tasca, distruggiamo il nostro cuore, distruggiamo la nostra personalità e distruggiamo la nostra patria (…)

Ragazzi e ragazze, la corruzione non è un cammino di vita: è un cammino di morte!”.

Educazione e lavoro contro il radicalismo

“Il primo mezzo di comunicazione – dice – è la parola, è il gesto, è il sorriso”, è lo stare “vicini” a poveri e abbandonati: “Questi gesti di comunicazione sono più contagiosi di qualunque rete televisiva”.

La prima cosa che dobbiamo fare per evitare che un giovane sia reclutato o che cerchi di farsi reclutare è istruzione e lavoro.

Se un giovane non ha lavoro, che futuro lo attende? Da lì entra l’idea di lasciarsi reclutare. Se un giovane non ha possibilità di ricevere una educazione, anche un’educazione di emergenza, di piccoli incarichi, che cosa può fare? Lì c’è il pericolo! E’ un pericolo sociale, che va al di là di noi, anche al di là del Paese, perché dipende da un sistema internazionale, che è ingiusto, che ha al centro dell’economia non la persona, ma il dio denaro”.

Fallimento e Risurrezione

Quando è il momento in cui non capite, quando siete disperati e quando il mondo ti cade addosso, guarda la Croce! Lì c’è il fallimento di Dio; lì c’è la distruzione di Dio. Ma lì c’è anche la sfida alla nostra fede: la speranza. Perché la storia non è finita in quel fallimento: c’è stata la Resurrezione che ha rinnovato tutti”.

La famiglia

Difendete la famiglia! Difendetela sempre.

Ovunque non solo ci sono bambini abbandonati, ma anche anziani abbandonati, che stanno lì senza che nessuno li visiti, senza nessuno che voglia loro bene (…) Se voi non avete ricevuto comprensione, siate comprensivi con gli altri. Se voi non avete ricevuto amore, amate gli altri. Se voi avete sentito il dolore della solitudine, avvicinatevi a quelli che sono soli. La carne si cura con la carne! E Dio si è fatto carne per curarci. Facciamo anche noi lo stesso con gli altri”.