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Intervista a Marco Barberio, sorprendente artista lametino

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Navigando su internet, ho per caso trovato un interessante articolo che mi ha incuriosito. Amo l’arte e quindi mi sono soffermata e ho fatto una nuova scoperta. Abbiamo un’eccellenza della pittura in Lamezia. Allora ne dobbiamo parlare!

L’articolo si riferiva a Marco Barberio, detto Moz, come firma le sue opere, che aveva vinto la selezione per partecipare ad una mostra in una nota galleria di Washington DC. E non solo, adesso si aspetta premio ancora più importante a Tokyo! Per dare un’idea della rilevanza di questo concorso, il valore complessivo dei premi per i 100 finalisti, si aggira sui $500.000 in denaro.

Quando ho ricevuto la notifica via mail nel cuore della notte ”, rivela Marco, “ non ci potevo credere: ero entrato nella short-list di Art Olympia 2017, una competizione internazionale darte contemporanea che si svolge ogni 2 anni a Tokyo .” Ed ancora con grande entusiasmo spiega: “ Tutti i miei sforzi e la mia caparbietà nel partecipare ad un premio così notevole e così lontano dalla mia cultura sono stati alla fine premiati.

La mail recitava: “ Dear Marco Barberio, We are very pleased to inform you that your file #538242 : Pawn shop has been selected to participate in the final round of Art Olympia Competition 2017 in Tokyo. We collected 1717 artworks from 1037 artists from 81 countries over the world. All of the artworks impressed the judges very much, so you cannot imagine how challenging it was for even experienced judges to select 100 from such an extensive pool. Congratulations!                         

La votazione finale avverrà il 7 giugno e la mostra finale di tutti i 100 finalisti si svolgerà a Tokyo dal 17 al 25 giugno. E’ possibile trovare maggiori informazioni di Marco Barberio su mozgallery.com oppure sulla sua pagina Facebook https://www.facebook.com/marcobarberiomoz/

Ma chi è Marco Barberio? Ecco la nostra intervista:

* Che cosa ti aspetti da Tokyo? E ovviamente complimenti!

Grazie! È già per me una grande soddisfazione far parte dei 100 finalisti, è chiaro che sarebbe grandioso fare di più, ma sinceramente non mi aspetto di vincere.

* Hai cominciato con i graffiti? Chi ti ha ispirato? Graffitismo degli anni 80?

Non ho iniziato facendo graffiti, diciamo piuttosto che è stata per me la prima esperienza artistica di una certa rilevanza. Erano gli anni ottanta, ancora frequentavo il liceo classico. Insieme con altri tre amici formammo una crew, e mentre per le strade c’erano solo scritte, noi a Lamezia iniziavamo a usare i muri come tele. Ipnotizzati dalla cultura Americana dell’hip hop e della break dance, uscivamo il sabato notte e coloravamo i nostri sogni.

* Come la tua vita di tutti giorni?

Sono sposato ed ho tre figli. Di giorno lavoro come art director presso un’azienda che ho fondato con degli amici. Ma quando tutto tace, di notte, inizio a dipingere. Nei periodi di festa, di sabato e domenica, di solito sono dietro una tela con i miei pennelli.

* A che età hai scoperto che è questa la tua missione?

Ho sempre avuto un desiderio innato di disegnare e dipingere. Nonostante il mio primo maestro di scuola mi disse che non ero capace, io non riuscivo a fermarmi, dovevo disegnare. Ma fu nel 2013 che un’amica mi convinse a partecipare a un’estemporanea di pittura. Vinsi io, sconosciuto e privo di studi accademici. Certo fu una piccola cosa, ma da quel giorno ho iniziato a fare sul serio, partecipando a mostre e vincendo altre competizioni

* Hai nominato in unintervista Edward Hopper, lo adoro anchio… solitudine dei momenti… ma i tuoi quadri parlano più della vita sociale. Tu sei più un solitario o uno che ama la compagnia?

Sì, Hopper mi piace molto, come utilizza la luce e per la scelta dei soggetti. Quando ti piace un artista, non necessariamente ne sei influenzato, o magari incoscientemente lo sei per qualche dettaglio. È vero, i suoi soggetti sono un po’ tristi, malinconici e solitari. Non è certo questo l’aspetto di lui che mi attira di più. Come hai notato, io prediligo la confusione della metropoli, le persone che vivono nei miei dipinti sono sempre allegre. Il mio è un inno alla felicità.

* Come disegni? Fai prima le foto e poi riproduci o vai in giro con il cappello di paglia con quattro candele per vedere meglio come faceva Vincent?

Di solito, come riferimento, uso delle foto che io stesso scatto per la strada. Sono un pittore realista, quindi mi piace ritrarre storie di vita quotidiana del mio tempo. Nelle mie foto sto attento alla luce che deve essere ben contrastata, alle persone e al paesaggio metropolitano che spesso è una città americana. La mia tecnica è quella del ‘sampled realism’ o ‘realismo campionato’. Puoi leggere sulla mia tecnica al sito sampledrealism.org

* Quanto tempo dedichi al lavoro? Perché non ti sei mai voluto specializzare nellambito scolastico, in qualche accademia dellarte?

Ho sempre considerato la mia dote artistica una cosa diversa dal lavoro. Dipingere è un modo di esprimermi, per questo motivo lavoro e arte sono stati sempre due binari paralleli. Di certo, per conto mio, ho studiato molto per affinare la tecnica e per arricchire la mia cultura artistica. Ma ho sempre voluto trovare la mia strada, senza essere troppo influenzato da dettami accademici. Il mio percorso si è dipanato al contrario: Ora che ho acquisito una certa praticità con la tecnica, sento il bisogno di confrontarmi col mondo accademico.

* Si possono ammirare i tuoi quadri anche in Lamezia?

Al momento c’è un unico quadro esposto al museo del Liceo Classico, il resto si trova tutto presso collezioni private. La mia intenzione è quella di realizzare una mostra a Lamezia entro la fine del 2017.

* Dacci un consiglio a tutti noi che stiamo cercando di trovare la nostra vera arte …

Difficile trovare una ricetta per questo, credo che sia una cosa molto personale. Non sono neanche sicuro di aver trovato ancora la mia. Di certo l’esperienza mi ha insegnato ad amare e credere fortemente in quello che si fa, il lavoro e i sacrifici vengono riconosciuti. Un pizzico d’incoscienza che ci spinge ad esporci al pubblico è fondamentale, è bello mostrare la nostra arte a tutti.

  •  Grazie a Marco Barberio (1971, Lamezia Terme, Italy) , mozdotart@gmail.com | mozgallery.com | sampledrealism.org | https://www.facebook.com/marcobarberiomoz | https://www.instagram.com/moz_art/

Monika Momon Sojkova