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Istituire un assessorato all’immigrazione

Lo chiede Labor Lamezia
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Il multiculturalismo è fallito.  Questa la riflessione che il Movimento Labor Lamezia ha fatto nel corso di un incontro sulle tematiche e le problematiche che ci sono in città, in merito alle tante persone di nazionalità diverse che oramai vivono sul nostro territorio o lo attraversano solo per poco tempo.

Ad affermarlo è Pasquale Scaramuzzino, portavoce del Movimento Labor, il quale dall’analisi fatta illustra la proposta elaborata “ciò che dobbiamo fare è passare dalla multiculturalità alla interculturalità, dalla coesistenza di culture che non comunicano tra di loro, all’ esperienza del dialogo; bisogna costruire un confronto che non sia scontro, nel quale anche i valori siano comunicati ma senza perdere la propria identità: una sorta di convivenza culturale, molto delicata e complessa”. Si propone, dunque, il modello «interculturale responsabile» che viene così spiegato da Scaramuzzino “il dialogo, come dice questa bella parola greca, presuppone il dia-logos e quindi il rapporto tra due logoi. Il che significa che l’interculturalità non ha come meta l’ identificazione, la costruzione di un’ unica società globalizzata”. Cittadinanze, riconoscimento e valorizzazione delle differenze,diritti, risorse: partecipazione stabile, protagonismo delle periferie, insicurezza urbana, sono gli argomenti posti da Labor alla base della richiesta di istituire un assessorato all’accoglienza e all’immigrazione “riconoscendo il ruolo sociale delle comunità migranti presenti nel nostro territorio; per coerenza con i principi di libertà e di uguaglianza che hanno sempre contraddistinto la nostra cultura politica”. Scaramuzzino, in seguito, illustra le iniziative in corso del movimento Labor Lamezia “un alfabeto per l’intercultura responsabile, per una “città sicura”, per dare nuovi significati ad alcune parole chiave del vocabolario tradizionale e per progettualizzare, a partire dalle scuole, una nuova idea di società costruita su un comune “ethos” civile, dove siano ben definiti i principi e le regole della convivenza. La nostra tesi  è chiara: se vogliamo con-vivere insieme, nella pluralità e nella coesione sociale, abbiamo bisogno di una grande azione di pedagogia sociale”